Marciapiedi da Incubo - Il fitness da paura di Viale Trieste
Viale Trieste 3
800 Monastero
Viale Trieste è molto spesso il luogo privilegiato per quei viterbesi coraggiosi che, soprattutto nel fine settimana, decidono di abbandonare per un po’ la quotidiana vita sedentaria facendo del sano jogging, ma il rischio è quello di passare la domenica in ortopedia.

Viale Trieste. Il nostro viaggio alla ricerca del “marciapiede decente”, oggi approda nel grande viale alberato che collega Viterbo alla frazione della Quercia, sontuoso e fiero con i suoi alberi secolari ci accompagna fuori dal centro cittadino fino alla parte più alta della nostra periferia.

Fiero sì, ma un po’ “ferito” in alcune sue parti che sono invece di vitale importanza per chi quel viale lo percorre a piedi tutti i giorni. E’ proprio una nostra lettrice che convinta che camminare sia una sanissima abitudine (come darle torto), ci segnala la situazione in cui versano i marciapiedi di viale Trieste. Dalle foto inviateci, notiamo,
come d’abitudine, che la parola d’ordine è incuria. 

Questi marciapiedi sono sicuramente messi meglio rispetto all’estrema periferia dove invece sembrano delle discariche a cielo aperto, ma anche qui sono martoriati da immondizia lasciata lì a marcire oppure da metri e metri di foglie secche che si accumulano fino a diventare vere e proprie botole a sorpresa. Il problema questa volta è esattamente questo: le troppe foglie che cadono dagli alberi in questa stagione, non permettono una camminata agevole, tanto che in alcuni punti non si riesce a capire dove si sta per mettere i piedi. Abbiamo trovato la stessa situazione in Viale Fiume a Bagnaia e ci rendiamo conto che la situazione non cambia di un millimetro.

Viale Trieste è molto spesso il luogo privilegiato per quei viterbesi coraggiosi che, soprattutto nel fine settimana, decidono di abbandonare per un po’ la quotidiana vita sedentaria facendo del sano jogging, ma il rischio è quello di passare la domenica in ortopedia. E’ autunno, gli alberi perdono le foglie questo si sa, ma una pulitina ogni
tanto non ci starebbe male. Giusto il tempo di tracciare un piccolo sentiero che ci permetta di riportare a casa la pelle oltre che la linea.

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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