Marciapiedi da incubo - All'Ellera abbiamo trovato la botola per "Narnia"
Ellera 0
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Spesso camminiamo con la testa tra le nuvole o con gli occhi sullo smartphone, ma a questo punto crediamo che conviene fissare lo sguardo a dove mettiamo i piedi perché cadere in una botola e arrivare in un modo parallelo è veramente molto facile. Potrebbe essere assurdo, ma a Viterbo ci stiamo rendendo conto che non lo è poi così tanto.

Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, quartiere Ellera. Grande slargo trafficatissimo di auto, pedoni, furgoncini delle consegne e servizi di ogni genere. Il giardino che lo costeggia delimita una zona molto popolata dove andare a piedi è all’ordine del giorno. I marciapiedi ci accolgono con la stessa svogliatezza di sempre con le loro belle buche in risalto e la vegetazione incolta che mai ci delude. Ma, visto che al peggio non c’è mai fine, questa volta andiamo oltre.

Ebbene sì, abbiamo trovato il celebre portale tanto cercato da maghi e stregoni del 1300, tanto riprodotto in film di animazione, tanto ambito da archeologi di film di fantascienza. Era qui a Viterbo, di fronte all’ufficio postale del Quartiere Ellera. Sul marciapiede che dà il benvenuto ai felici pedoni che si ingegnano per attraversarlo evitando di rompersi un piede, c’è lei. Una bella botola di un marrone arrugginito rosicchiata ai lati dal tempo che cela al di sotto di se stessa chissà quale segreto.

Benvenuti a Narnia quindi. No, benvenuti sul marciapiede che anche questa volta assolve a tutti i compiti, ma non a quello per cui è nato. Il portellone in questione, crediamo nasconda delle tubature, dei tubi di acqua o di gas che dovevano essere nascosti ma che così sono ancora più pericolosi. Basta guardare poco più in là che i nostri dubbi sono svelati: a pochi centimetri dalla nostra botola troviamo i suddetti tubi che fuoriescono dal manto stradale. Vogliamo credere che non siano del gas perché inciamparci sopra è veramente la cosa più facile di questa terra.
Questa volta oltre alle solite sorprese da marciapiede troviamo anche cose che proprio non dovrebbero esserci in un tratto così trafficato, ma invece si godono il sole e intemperie di ogni tipo indisturbati. Tutta la piazza è veramente attraversata giorno e notte da persone di ogni età che vanno a prendersi un caffè nel bar a due metri dal famoso marciapiede e altre che vanno a fare la spesa o che passano proprio su quel portellone dismesso per andare a pagare una bolletta alla posta.

Spesso camminiamo con la testa tra le nuvole o con gli occhi sullo smartphone, ma a questo punto crediamo che conviene fissare lo sguardo a dove mettiamo i piedi perché cadere in una botola e arrivare in un modo parallelo è veramente molto facile. Potrebbe essere assurdo, ma a Viterbo ci stiamo rendendo conto che non lo è poi così tanto.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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