Mancini: "le firme sono un'intimidazione, è in gioco la libertà di espressione nel Pd"
Carlo Mancini
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Carlo Mancini attacca Daniela Bizzarri e Agostino Veruschi che avrebbero raccolto le firme e poi mette in dubbio la veridicità delle stesse. "Se sono false, devono andare a casa".

Carlo Mancini pone dubbi sulla veridicità delle firme di sfiducia che ha ricevuto e spiega: “È in gioco la libertà di espressione nel Pd” . Poi replica al Corriere di Viterbo che lo aveva dato per decaduto. Esattamente sono 225, il 62% del totale degli iscritti al Circolo di Viterbo del Pd, le firme raccolte per far dimettere Carlo Mancini dalla segreteria del Circolo stesso (leggi qui). 225 firme che hanno fatto titolare ieri al Corriere di Viterbo che la testa del segretario sarebbe già caduta.

Una lettura che non è piaciuta allo stesso Mancini, che ha rilanciato prima spiegando quali siano le procedure per sfiduciare un segretario e poi ha attaccato chi ha raccolto le firme e chi ha sponsorizzato politicamente l’operazione. “Sono firme dubbie – ha dichiarato Carlo Mancini intervistato in diretta radio a Sbottonati – e ci sono serie anomalie. Per questo ho incaricato un perito calligrafo, per verificarle una per una. Se sono false devono andare a casa”.

 

Che cosa è successo?

“Venerdì ho convocato riunione per martedì. E in conseguenza di ciò mi è arrivata una raccomandata con 225 firme per sfiduciarmi e dirmi che non avevo rispettato i tempi previsti, che avevo convocato una riunione senza che ce ne fosse motivo e che non avevo raggiunto tutti gli iscritti”.

 

È così?

“È un mio diritto e dovere convocare gli iscritti quando lo ritengo opportuno. I tempi sono stati rispettati. C’erano i cinque giorni di preavviso, che in caso di emergenza possono ridursi a tre. Per la comunicazione, ho fatto come fanno tutti: ho mandato un comunicato alla stampa e ho raggiunto gli iscritti con sms e mail”.

 

Come fanno tutti?

“Anche l’Unione fa così con mail e sms. Siamo nel terzo millennio, vogliono che spenda ogni volta 500 euro tra francobolli, carta e raccomandate? È evidente che le firme siano state raccolte come una clava per darmela in testa e poi ci sono serie anomalie e firme molto dubbie. Per questo ho incaricato un perito calligrafo per verificarle una per una”.

 

Che genere di anomalie?

“Ci sono situazioni anomale. Ad esempio con un capofamiglia che firma per tutti i parenti. È abbastanza semplice incrociando lo statino (la ricevuta, ndr) del tesseramento e le firme di sfiducia per vedere la differenza. E se sono state messe a caso, se viene fuori che queste firme sono davvero un falso, devono andare a casa da partito e amministrazione. Andrò fino in fondo perché erano un’intimidazione senza motivo”.

 

Perché «un esempio»? Ce ne sono altri?

“Ho analizzato le firme. Tra i firmatari c’è anche, ad esempio, Stefania Greto, attuale segretaria del circolo di Bagnaia. Come può firmare una sfiducia il segretario di un altro Circolo? Come può farlo? Non è iscritta al Circolo di Viterbo. Poi, vorrei fare anche una valutazione politica su questo”.

 

Cioè?

“Io ho aperto un Circolo a Viterbo città, a Bagnaia invece gli iscritti verranno a fare la tessera a Viterbo perché il partito a Bagnaia ha chiuso”.

 

Perché questa operazione?

“Sono reo di aver fatto un’assemblea per far parlare gli iscritti”.

 

Chi ha raccolto le firme?

“La raccomandata che mi è arrivata era a firma di Agostino Veruschi, vice segretario del Circolo di Viterbo, ma il patrocinio politico è di Daniela Bizzarri che ha rilasciato dichiarazioni alla stampa in merito. Si sono assunti una grossa responsabilità perché ora non è in corso una battaglia per Mancini segretario o meno, ma per la libertà di espressione nel Partito. Devono smettere di prendere in giro le persone. Se è vero devono andare a casa”.

 

Comunque 225 firme non sono poche…

“Sicuramente, ma c’è stato un congresso che mi ha eletto insieme a un direttivo che rappresenta i pesi del congresso. E il segretario non va a casa per le firme degli iscritti, ma può andare a casa solo per dimissioni volontarie o perché i consiglieri del direttivo non lo supportano più. Quindi checché ne dica il Corriere di Viterbo il segretario sta in sella e continua a fare attività politica”.

 

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