
VITERBO – E’ il suono della campanella che ha dato inizio all’era di Tiziana Laureti, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Tuscia. Prima donna rettrice nella storia dell’Ateneo e prima viterbese a vedersi riconosciuto il ruolo di Magnifico. A segnare il passaggio di consegne sono le mani dell’uscente Stefano Ubertini che le mette al collo il medaglione rettorale.
Nel suo discorso lo sguardo rivolto alla crescita e al settore strategico della ricerca. Un passaggio importante sulla trasparenza che si basa sui dati: la loro raccolta e il loro studio. Tre le parole messe al centro: cura, creatività e coraggio: “Cura, creatività per immaginare una visione, coraggio delle scelte. Radicati nella Tuscia ma ampliando l’orizzonte per essere protagonisti in Italia e mondo”. Questa la vision del nuovo rettore.
La cerimonia all’auditorium di Santa Maria in Gradi, nel pomeriggio di lunedì 3 novembre. Nutrita presenza di rappresentanti delle istituzioni. dall’europarlamentare Antonella Sberna al sindaco di Viterbo Chiara Frontini, passando per il deputato Mauro Rotelli, i consiglieri regionali Daniele Sabatini ed Enrico Panunzi, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il vescovo Orazio Francesco Piazza e le massime autorità delle forze dell’ordine.
Ubertini esce dopo sei anni alla guida dell’Ateo viterbese, il suo è un intervento di ringraziamento alla “comunità Unitus”, grazie alla quale sono state possibili tante azioni di crescita dell’università. Ne ha citate alcune come l’apertura dei poli di Civitavecchia, Rieti e Samarcanda in Uzbekistan, un bilancio cresciuto di oltre 20 milioni di euro, i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti, gli oltre mille studenti stranieri. Parole di grande apprezzamento verso il futuro dell’Unitus e della sua guida: “Guiderà l’Ateneo con la forza gentile che la distingue”.
Le parole commosse della nuova rettrice sono di ringraziamento per l’eredità raccolta: “un Ateneo solido e aperto verso il mondo”. Quindi i ringraziamenti alle istituzioni presenti per l’impegno profuso affinché arrivassero i fondi necessari a superare la brutta pagina del rogo di Agraria.
Tanti gli applausi e la speranza.





















