"Macchina di Santa Rosa 2023, decine di feriti durante il trasporto", ecco la fakenews che sta danneggiando in rete l'immagine di Viterbo
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VITERBO - Ecco la fakenews che sta girando in rete e che sta danneggiando, diffondendo un qualcosa di totalmente inventato, l'immagine della città di Viterbo.

VITERBO – “Macchina di Santa Rosa 2023 a Viterbo, decine di feriti durante il trasporto: ecco cosa è successo e quanto pesa la statua”. Ecco la fakenews che sta girando in rete e che sta danneggiando, diffondendo un qualcosa di totalmente inventato, l’immagine della città di Viterbo e della sua tradizione più bella: quella del Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Il testo dell’articolo è sconvolgente: “Migliaia di spettatori si sono recati a Viterbo per la consueta celebrazione di Santa Rosa ma ecco cosa è successo durante la festa. Attimi di panico tra la folla dei partecipanti, perché durante il trasporto dell’iconica macchina é stato necessario l’intervento della Croce Rossa a causa di alcuni incidenti verificatisi sul posto. Trasporto in ospedale per diversi presenti e anche un codice rosso, in seguito al malfunzionamento nel trasporto della pesante macchina. Tra i soccorritori c’erano anche autisti, infermieri, coordinatori e specialisti in telecomunicazioni. Tutti si sono adoperati e hanno collaborato per aiutare le vittime sul posto, ricevendo i ringraziamenti del presidente del comitato di Viterbo, Marco Sbocchia”.

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Un danno enorme per il quale il Comune di Viterbo ma anche il Sodalizio dei Facchini potrebbero (forse dovrebbero) agire legalmente con l’obiettivo di ottenere un risarcimento per danno d’immagine. Assurdo anche che venga tirato in ballo il presidente della Croce Rossa locale Marco Sbocchia. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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