L'urgenza di rinnovamento di Forza Italia: il mito del 20% ha bisogno di novità per concretizzarsi
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Occhio ai sindaci della Tuscia, occhio ai politici del Viterbese. Volti nuovi sì ma anche qualche usato "lavato più bianco" potrebbe essere "passabile". Dopotutto il 20% non si fa solo con le novità. 

VITERBO – Il partito più interessante per i commentatori politici? In questo momento sicuramente Forza Italia. Gli azzurri sono alla vigilia di una trasformazione importante, necessaria per uscire dalle paludi del 9% e crescere crescere e crescere fino all’asticella del 20%.

In questa partita, dietro le quinte, c’è la famiglia Berlusconi. Un nome che, vista la storia dei forzisti, avrà sempre un peso gigantesco. I figli di Silvio se ne stanno in silenzio, anche se non sono mancati negli ultimi mesi degli interventi. Indimenticabile (e pieno di significato) il richiamo di Pier Silvio, a inizio luglio, che ha chiesto “ricambio” e “facce nuove”.

Tajani è il leader in pectore ovviamente ma i Berlusconi ci sono e probabilmente hanno ereditato anche lo spirito politico del padre. E il giudizio dei figli di Arcore sembra essere piuttosto severo sulla classe dirigente azzurra, giudicata poco rinnovata e troppo dipendente dai soliti noti.

Quelli attenti avranno notato un certo movimentismo di una figura come Letizia Moratti. In queste ore la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha fatto tappa, oltre che al Meeting di Rimini, a San Patrignano. E qui ha incontrato proprio la Moratti, co-fondatrice della comunità di San Patrignano, e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia ed europarlamentare del Partito popolare europeo.

I bene informati inoltre parlano di un lavoro, declinato o che si andrà a declinare su tutti i territori, di selezione proprio di “facce nuove”. Insomma, possiamo giurarci, nei prossimi mesi in casa azzurra ci saranno bei movimenti. Occhio ai sindaci della Tuscia, occhio ai politici del Viterbese. Volti nuovi sì ma anche qualche usato “lavato più bianco” potrebbe essere “passabile”. Dopotutto il 20% non si fa solo con le novità.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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