L'ultimo alimentare di Tessennano rischia di chiudere, come faranno gli anziani?
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TESSENNANO - Vi ricordate la storia di Onano che qualche giorno fa ha spopolato sui giornali locali dopo che il sindaco l'ha resa nota sui social del Comune?

TESSENNANO – Vi ricordate la storia di Onano che qualche giorno fa ha spopolato sui giornali locali dopo che il sindaco l’ha resa nota sui social del Comune? Suonava così: il piccolo paese di Onano perde il suo ultimo negozio di alimentari e il sindaco, al secolo Pacifico Biribicchi, costruisce una soluzione per i suoi abitanti privi di mezzo di trasporto privato mettendo in servizio una navetta che fa spola con la vicina Acquapendente. 

La stessa identica situazione rischia di verificarsi in un altro piccolo paese della Tuscia: Tessennano. Circa quattrocento abitanti su una superficie di 14 chilometriquadrati e un negozio di alimentari. Ben fornito, servito in maniera gentile ma un po’ messo alle strette dagli alti costi e dai pochi guadagni. Tanto che il negozio potrebbe chiudere i battenti e la prospettiva spaventa gli abitanti del paese, soprattutto gli anziani. 

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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