Luce a San Sisto, Dies Natalis brilla negli occhi dei viterbesi
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"Quando si accende lei, non si accende solo una struttura. Si accende un’identità. Si accende la nostra storia. Si accende la luce dentro ognuno di noi". Così dal Sodalizio.

VITERBO – Luce a San Sisto. La Macchina di Santa Rosa irrompe con ancora più forza, e un mese e mezzo di anticipo rispetto al “sollevate e fermi”, nell’agenda della città. Questa sera, alle 21.30, la prima illuminazione. Sarà possibile vedere Dies Natalis illuminata tutti i venerdì e sabato, fino al Trasporto, dalle 22 alla mezzanotte.

In molti hanno voluto essere presenti a questo momento. Il montaggio anticipato della Macchina, deciso da Comune di Viterbo e Sodalizione dei Facchini, è stato voluto per omaggiare l’anno del Giubileo, con l’intento di rendere visibile il simbolo della tradizione viterbese a quanti più pellegrini e turisti possibile.

“Una gioia collettiva, sempre. Nell’anno giubilare, un dono alla città e ai viterbesi per ammirare la nostra meraviglia più grande con qualche settimana d’anticipo”. Le parole della sindaca Chiara Frontini.

“Quando si accende lei, ci accendiamo anche noi – le parole scelte dal Sodalizio -. Nel cuore di San Sisto, davanti agli occhi emozionati di un popolo intero, la Macchina di Santa Rosa si è illuminata per la prima volta nel 2025. Non è solo un momento. È un ritorno. È il segnale che qualcosa si muove sotto la pelle della città.
Che il filo si tende di nuovo, tra passato e presente, tra chi guarda e chi porta, tra chi c’è sempre stato e chi comincia ora. Quando si accende lei, non si accende solo una struttura. Si accende un’identità. Si accende la nostra storia. Si accende la luce dentro ognuno di noi”.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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