Luca Profili, il sindaco che donò la propria fascia tricolore al Crocifisso di Civita per chiedere la fine della pandemia
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BAGNOREGIO - BAGNOREGIO - Ci sono gesti, immagini, che avvengono all'interno dei grandi fatti della storia che sono destinati a diventare questi stessi storici. 

BAGNOREGIO – Ci sono gesti, immagini, che avvengono all’interno dei grandi fatti della storia che sono destinati a diventare questi stessi storici. 

Tra i fatti locali che potranno avere questo privilegio c’è sicuramente quello concretizzato nel pomeriggio di ieri dal sindaco di Bagnoregio Luca Profili. 

Rimarrà come un’icona di questo tempo, così come ci rimarrà il sindaco Arena nella basilica della Quercia, il dono di questo primo cittadino trentenne della sua fascia da sindaco al Crocifisso miracoloso di Civita. 

“Ho pregato e donato in omaggio al Crocifisso di Civita di Bagnoregio la mia fascia tricolore, è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita, nel silenzio del nostro borgo.

O Gesù, fai cessare, ti preghiamo, come l’hai già fatto in passato, questo flagello che colpisce tutto il mondo e particolarmente la nostra amata patria”. Le parole con cui Profili racconta il proprio gesto. 

E quello registrato nel silenzio del borgo di Civita è sicuramente un gesto di grande profondità e significato, capace di segnare la storia locale all’interno di un grande fatto mondiale.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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