Lotta al "mozzicone selvaggio", la pizzeria Monastero regala alla città posaceneri da strada

VITERBO - Maledetti mozziconi di sigaretta, soprattutto quando si incastrano tra i sampietrini e diventano difficili da rimuovere. Uno degli elementi che contribuisce a rendere più sporco il centro storico sono le "cicche" a terra.
VITERBO – Maledetti mozziconi di sigaretta, soprattutto quando si incastrano tra i sampietrini e diventano difficili da rimuovere. Uno degli elementi che contribuisce a rendere più sporco il centro storico sono le “cicche” a terra.
A dare un segnale ci ha pensato la pizzeria Monastero, famosa a Viterbo ma tanto anche fuori per la pizza su due piatti, che ha installato tre posaceneri urbani in tre punti strategici di passaggio intorno alle mura: Porta della Verità, Porta Romana e Viale Trento.

Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















