Lotta al Covid-19, il momento di tenere più alta la guardia
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EDITORIALI - Adesso il virus si è preso tanto delle nostre vite e i nervi tendono a cedere, soprattutto tra i più giovani. Ogni passo falso però non ci aiuterà e anzi renderà tutto ancora più complicato. Per questo è importante essere intelligenti in ogni gesto, perché è già tutto molto complicato.

EDITORIALE – Negli ultimi giorni sono personalmente stato sfiorato dal virus o dal rischio di un possibile contagio diverse volte. Un incontro proprio domenica è saltato per poco, per un pelo. Una persona che dovevo vedere è stata avvisata telefonicamente, mentre mi stava raggiungendo, di altre persone positive sul suo posto di lavoro. Così il nostro appuntamento è saltato. 

Qualche giorno prima la notizia di altri amici e contatti positivi. Persone che non ho visto, per pura casualità, nei giorni in cui potevano essere contagiosi e non sapevano ancora di esserlo. Non c’è alcuna sicurezza per nessuno, in questa situazione. Proprio per questo abbiamo il dovere di tenere alta la guardia, di non mollare di un millimetro. Mascherina, gel disinfettanti e ridurre al minimo i contatti. Questo non significa non vivere, non è necessario interrompere le nostre attività. Occorre però essere attenti e togliere quello che può essere tolto. 

E’ quasi un anno che abbiamo a che fare con il Covid-19. Da fine marzo a fine maggio è stato il momento più buio ma anche quello in cui tutti eravamo più freschi. Adesso il virus si è preso tanto delle nostre vite e i nervi tendono a cedere, soprattutto tra i più giovani. Ogni passo falso però non ci aiuterà e anzi renderà tutto ancora più complicato. Per questo è importante essere intelligenti in ogni gesto, perché è già tutto molto complicato.

Dobbiamo attendere il vaccino, convincere tutti quelli che ci stanno intorno dell’importanza del vaccinarsi. Man mano arriverà il turno di tutti ed è prezioso che ognuno possa fare la sua parte. Nel frattempo dobbiamo rispettare le regole e cercare di ridurre i contatti. In ognuno di questi c’è del rischio e soprattutto abbiamo il dovere di farlo per i più fragili che sono nelle nostre case e tra i nostri rapporti. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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