
EDITORIALE – Negli ultimi giorni sono personalmente stato sfiorato dal virus o dal rischio di un possibile contagio diverse volte. Un incontro proprio domenica è saltato per poco, per un pelo. Una persona che dovevo vedere è stata avvisata telefonicamente, mentre mi stava raggiungendo, di altre persone positive sul suo posto di lavoro. Così il nostro appuntamento è saltato.
Qualche giorno prima la notizia di altri amici e contatti positivi. Persone che non ho visto, per pura casualità, nei giorni in cui potevano essere contagiosi e non sapevano ancora di esserlo. Non c’è alcuna sicurezza per nessuno, in questa situazione. Proprio per questo abbiamo il dovere di tenere alta la guardia, di non mollare di un millimetro. Mascherina, gel disinfettanti e ridurre al minimo i contatti. Questo non significa non vivere, non è necessario interrompere le nostre attività. Occorre però essere attenti e togliere quello che può essere tolto.
E’ quasi un anno che abbiamo a che fare con il Covid-19. Da fine marzo a fine maggio è stato il momento più buio ma anche quello in cui tutti eravamo più freschi. Adesso il virus si è preso tanto delle nostre vite e i nervi tendono a cedere, soprattutto tra i più giovani. Ogni passo falso però non ci aiuterà e anzi renderà tutto ancora più complicato. Per questo è importante essere intelligenti in ogni gesto, perché è già tutto molto complicato.
Dobbiamo attendere il vaccino, convincere tutti quelli che ci stanno intorno dell’importanza del vaccinarsi. Man mano arriverà il turno di tutti ed è prezioso che ognuno possa fare la sua parte. Nel frattempo dobbiamo rispettare le regole e cercare di ridurre i contatti. In ognuno di questi c’è del rischio e soprattutto abbiamo il dovere di farlo per i più fragili che sono nelle nostre case e tra i nostri rapporti.


















