Lotta ai piccioni, oggi l'incontro in Provincia
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Gli Stati Generali La Fune
Stamattina un incontro in Provincia per parlare nuovamente del problema dei piccioni di città e del piano quinquennale per il loro controllo.

Continua il difficile rapporto tra i colombi e la popolazione di Viterbo, ma per dare speranze ai cittadini questa mattina si terrà una conferenza sul tema nella sala conferenze della Provincia di Viterbo. Conferenza realizzata in collaborazione con l’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e il Dipartimento Dafne dell’università degli studi di Viterbo. Al centro del dibattito c’è proprio lui, il piccione di città e il suo particolare rapporto con l’uomo.

”Nell’ambito del piano quinquennale di controllo del colombo o piccione di città – dice il presidente della Provincia Mauro Mazzola – saranno proposti efficaci metodi ecologici incruenti di prevenzione/dissuasione dei danni, a cui occorre dare prioritaria attuazione, prima dell’avvio delle procedure di abbattimento”. Il nodo è sempre lo stesso da oltre un mese ormai: risolvere il problema piccioni a Viterbo. Sull’argomento ci sono stati studi dell’Università, che sono poi sfociati in altri studi e altri ancora.

Qualcuno proponeva di effettuare un ennesimo studio per capire il comportamento dei colombi, in modo da poterli catturare. Altri hanno proposto dissuasori o cibo antifecondativo, per limitarne la riproduzione. Finora però l’unica cosa fatta è il divieto di dar da mangiare ai colombi e la pulizia dei luoghi per evitare infezioni. La Provincia, intanto, ha dato vita al piano quinquennale di controllo dei volatili, di cui questa conferenza di oggi dovrebbe essere il prologo.

Intanto a La Fune ci occupiamo del problema da circa due anni, raccontando le vicende legate al sovraffollamento dei piccioni di città. Secondo uno studio del dipartimento Dafne, ormai risalente al marzo 2014, la popolazione dei colombi a Viterbo si aggirava intorno alle 7mila unità. Un dato che sicuramente non sarà rimasto invariato, ma fare un nuovo studio ora non farebbe che costare altro tempo e altri soldi.

Nel tempo ci siamo anche permessi di suggerire agli operatori una soluzione al problema (leggi). Oltre un anno fa, infatti, avevamo fatto notare come un po’ in tutta Europa vengano utilizzati dei rapaci per scacciare i piccioni, che non fanno più ritorno. Una soluzione poco costosa (o che comunque non implica nessuno studio preliminare che ne farebbe levitare il costo), pratica e ambientale.

Comunque fino a questo momento la soluzione definitiva non sembra essere stata scelta, speriamo che la conferenza di oggi riesca a toglierci qualche dubbio e a chiarirci le idee sul piano quinquennale. Alla conferenza della Provincia saranno presenti: il dottor Roberto Cocchi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il professor Andrea Amici per il Dafne, il dottor Mauro Gianlorenzo, dirigente del settore VII della Provincia. Tra gli altri interverranno rappresentanti del comitato tecnico faunistico provinciale, dell’istituto zooprofilattico sperimentale Lazio Toscana, della Asl servizi veterinari e delle associazioni agricole.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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