Piccioni: né rapaci né veleno. Lo studio dell'Unitus consiglia uno studio
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Piccioni: dopo lo studio, un altro studio. Non chiamiamola però soluzione perché per arrivarci ci vorrà del tempo.

Piccioni: dopo lo studio, un altro studio. Non chiamiamola però soluzione perché per arrivarci ci vorrà del tempo. L’assessore Alvaro Ricci torna a parlare della soluzione per il problema dei piccioni nel centro storico, che in certe zone si fa sentire in maniera molto pesante per sporcizia, ma anche per salute. Non è raro infatti trovarne di morti, da giorni.

Con Funamboli on air, prima e con La Fune, già da tempo abbiamo lanciato l’ipotesi di utilizzare il metodo dei rapaci. Metodo utilizzato in tutta Europa. Un tentativo caduto nell’acqua, ma che ha acceso da tempo una lampadina nella testa dell’assessore che ha commissionato uno studio all’Università. Studio che avrebbe partorito, stando alle parole di Ricci riportate da Tusciaweb, l’idea di studiare il comportamento dei piccioni stessi per catturarli. Un metodo non definitivo, anche perché di definitivi non ce ne sono, ma sicuramente macchinoso.

L’idea di far librare in volo rapaci e far sì che i piccioni se ne vadano da soli, invece, non sembra essere preso in considerazione dall’Amministrazione. Un metodo poco costoso ed efficace di cui ne ha parlato anche il Corriere della Sera. Il progetto del comune invece arriverà in commissione tra qualche giorno, noi resteremo alla finestra.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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