
EDITORIALE – Siamo davanti all’ora più difficile. La giornata di ieri ha fornito un dato positivo per il Viterbese: zero contagi. Una notizia bellissima e al tempo stesso pericolosa. Non deve passare infatti il messaggio che il peggio sia alle spalle e non possiamo permetterci rilassamenti.
Il Centro Italia è stato graziato fino a ora ed è impegno e dovere di ognuno di noi, nessuno escluso, mantenere questa situazione. L’unica partita che possiamo giocare è quella di scongiurare la diffusione del virus. Non farlo non significa essere furbi, come qualcuno potrebbe essere tentato a ritenersi. Significa tradire l’immenso lavoro che i medici, gli infermieri e tutto il personale degli ospedali sta portando avanti da settimane.
Significa non avere rispetto degli uomini e delle donne, straordinari, delle forze dell’ordine: polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale. Così come di tutti i lavoratori che stanno mandando avanti l’Italia.
E’ difficile per tutti ma il sacrificio richiesto è quello di rimanere in casa, senza rischiare di ammalarsi di un virus che ha dimostrato di potere uccidere a qualsiasi età. Accogliamo i messaggi di forza e speranza dei sindaci, baluardi dello stato in questo contesto, e delle guide religiose delle nostre comunità. Utilizziamo questo tempo per ristrutturare noi stessi, per andare oltre le inutili e sciocche critiche che per troppo tempo hanno accompagnato la nostra vita. Servirà unità per ricostruire il Paese, per avere la massima energia e non finire nelle sabbie mobili delle contrapposizioni. Facciamo la cosa giusta: restiamo a casa altrimenti rischiamo di allungare i tempi di uscita da questo incubo e di mandare alla malora il sistema economico.


















