L'omicida di Bernabucci trasferito dall'ospedale a Mammagialla
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Secondo indiscrezioni i due, che tra l'altro erano anche amici, avrebbero iniziato a litigare dalla mattina. Pare per dei problemi su un lavoro che stavano portando avanti insieme. Entrambi infatti lavoravano nel settore dell'edilizia. 

VITERBO – David Ernesti si trova nel carcere di Mammagialla. È stato convalidato l’arresto e disposta la custodia cautelare in carcere dopo l’interrogatorio di questa mattina davanti al gip Daniela Rispoli. Ernesti si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’interrogazione si è svolto all’ospedale Santa Rosa, dove Ernesti è arrivato venerdì sera scorso in evidente stato confusionale. E’ accusato di avere ucciso Giovanni Bernabucci nel quartiere di Santa Lucia. Una raffica di coltellate arrivate al culmine di una violenta lite. L’arma un coltello da cucina. Un raptus.

Secondo indiscrezioni i due, che tra l’altro erano anche amici, avrebbero iniziato a litigare dalla mattina. Pare per dei problemi su un lavoro che stavano portando avanti insieme. Entrambi infatti lavoravano nel settore dell’edilizia.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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