
ROMA – Deposito dei rifiuti nucleari, c’è un fatto nuovo. Il decreto legge Energia, appena approvato dal Consiglio dei ministri, consente agli enti locali italiani di autocandidarsi per ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti nucleari.
Potranno farlo, quindi, anche quelli non inclusi nella Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) elaborata da Sogin, la società pubblica per lo smantellamento delle centrali atomiche.
Ma la notizia divide, nonostante il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, non avesse certo fatto mistero delle intenzioni del governo Meloni. La Sogin aveva lavorato anni per individuare 67 siti potenzialmente idonei per il deposito nazionale di rifiuti nucleari, selezionati attraverso criteri tecnico-scientifici rigorosi e che avevano portato a considerare come potenziali luoghi di deposito anche alcuni comuni del Viterbese.
La mossa del Governo cambia le carte in tavola e, nonostante diverse opposizioni, proprio qualche autocandidatura potrebbe arrivare a togliere le castagne sul fuoco alla Tuscia. Sempre che qualche sindaco non decida di fare un passo in avanti.


















