
VITERBO – Le parole più importanti di questi giorni sono quelle contenute nell’appello firmato dal sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli. Un appello che mette nero su bianco la preoccupazione per la realizzazione di un impianto sperimentale di geotermia sul territorio di Castel Giorgio.
Umbria è vero ma troppo vicino al lago di Bolsena per non interessare l’intera Tuscia. L’appello di Dottarelli deve essere accolto da tutti: sindaci, associazioni di categoria, intellettuali, imprenditori operanti sul territorio, autorità religiose, docenti universitari, etc.
La questione è infatti centrale, perché il lago di Bolsena è al centro della ricchezza attuale e futura dell’intero Viterbese. Dalla sua tutela e preservazione dipende la vita e l’economia di tanti di noi. Un patrimonio da difendere con le unghie e con i denti. Con ogni mezzo, fosse anche quello delle barriere umane per impedire ogni possibilità di minaccia alla vita, alla biodiversità, alla salute.
“Il lago di Bolsena non si tocca” deve diventare il motto di un pezzo d’Italia troppo spesso dimenticato. Uno slogan da cui ripartire per costruire identità e futuro. Le parole di Paolo Dottarelli diventino quindi le parole di tutti. Da esempio il comportamento di Fratelli d’Italia che non ha esitato un secondo nel prendere una posizione netta e contraria alla prospettiva dell’impianto. Cogliendo, intelligentemente e sapientemente, tutti i rischi sollevati dal sindaco di Bolsena. Gli altri partiti si associno al coro, dimostrando di lavorare nell’interesse del territorio e dei cittadini. Anche perché il silenzio potrebbe essere imbarazzante. Prenda posizione il Partito Democratico, la Lega, Forza Italia, il Movimento Cinque Stelle. C’è bisogno di tutti.
L’onorevole Mauro Rotelli ha preparato un’interrogazione per il Ministro dell’Ambiente. Gli altri onorevoli viterbesi giochino di sponda. Lo faccia il leghista Umberto Fusco, parte del Governo. Lo ha già fatto il senatore azzurro Francesco Battistoni, presentando un’interrogazione parlamentare. Facciano pressione il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’assessore Alessandra Troncarelli.
Tutti i sindaci del lago mostrino unità, come già Valentano e Latera hanno fatto verso l’appello di Bolsena. Si uniscano al coro tutti: da Proceno a Tarquinia. Il lago di Bolsena non deve cadere. Sarebbe da pazzi permetterlo in una fase storica in cui la Tuscia può legittimamente sognare di costruire un’industria del turismo florida. E può farlo proprio grazie a un territorio incontaminato, non massacrato dall’industrializzazione.
Come giornale del territorio non possiamo fare altro che rilanciare la voce e le parole del sindaco Dottarelli, dichiararci al suo fianco e rimanere a disposizione per contribuire a dare forza alla voce di questa battaglia per la tutela del territorio e dell’interesse superiore dei cittadini.


















