L'ingegnere che rischia di fare la fine del "medico pietoso"
Roberto Pomi
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"Il medico pietoso fa la piaga puzzolente" e il colmo per un'ingegnere sarebbe mantenere pezzi non funzionali nella macchina. Semplicemente perché questi erano gli accordi. Ma un sindaco ha un solo patto importante, un solo accordo: quello con i suoi cittadini.

Il coraggio vale più del bon ton. E chi governa una città, sempre ma ancora di più in momenti difficili, deve osare. E’ con questa impostazione di fondo che ci permettiamo di guardare a quanto sta accadendo dentro Palazzo dei Priori. Il sindaco Leonardo Michelini ha revocato a sé le deleghe, lasciando di fatto la giunta sospesa. Ma tutti gli otto, che hanno fatto parte dell’esecutivo fino a oggi, se ne stanno tranquilli.

Il sindaco non ha mai detto di volerli sostituire, dando a intendere una volontà ferrea nel riconfermarli. Crediamo di aver capito un po’ in questi mesi l’animo di Michelini, l’ingegnere. E’ uno che tiene alla forma, a cui sembra brutto tagliare i fili. Uno che quasi si imbarazza a comunicare a un altro che non è adatto a ricoprire un ruolo. Male, molto male.

Per questa ragione caratteriale Michelini tenderà a confermare gli otto assessori. Ma è questo che dovrebbe fare un sindaco? E cosa dovrebbe fare un buon sindaco? C’è però un qualcosa che ci è apparso come nuovo in questi ultimi giorni. Il guizzo di chiudere l’ultimo consiglio comunale con la comunicazione dell’azzeramento della giunta. Una roba che nessuno si aspettava, men che meno da questo primo cittadino. Un blitz che, confesso, mi è piaciuto molto.

Viterbo è una palude, caro Michelini. Non l’ha fatta lei, e su questo possiamo essere d’accordo. Veda però di non mantenerla. Lei questa palude la deve rompere e deve riportare l’aria a circolare, le idee a girare, il merito a essere premiato. Tutto questo, se lo lasci dire, non l’abbiamo visto fino a ora. Ma riteniamo possa avere un’occasione d’oro tra le mani. Un’occasione per scrollarsi di dosso quest’immagine da pompiere e dimostrare che chi lavora e sa fare va avanti in giunta e chi non riesce ad alzare il livello va a casa.

E’ la vita, bellezza. Verrebbe da dire. Non serve a niente e a nessuno tenere gli assessori dentro la campana di vetro dell’eccessiva educazione di un sindaco. Lei sa chi vale e chi può fare bene per Viterbo tra gli otto assessori. E non dica che tutti gli otto possono fare bene perché sarebbe ridicolo.

Rinnovi, rompa lo schema e liberi nuova energia. Un assessore giovane in giunta, per esempio, potrebbe essere un segnale. Vanno bene anche gli esterni. Non si faccia limitare da una mentalità di forme inutili e dannose. Faccia l’ingegnere, scelga gli uomini perché funzionali. O alla fine finirà che lei sarà considerato non funzionale. E’ il momento di fare i conti, ingegnere, e si ricordi che “il medico pietoso fa la piaga puzzolente”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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