L'incredibile storia del Comune che voleva fare le Olimpiadi e non ha neanche un delegato allo Sport
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C'è un dato di fatto che è francamente inspiegabile: l'assenza di un assessore o almeno di un delegato preposto a questo importante settore. A Viterbo c'è addirittura un delegato alla Pace, buonasera Paolo Moricoli, ma manca un qualcuno che rappresenti il Comune sullo sport.

Quella dell’aspirazione dei capoluoghi di provincia del Lazio a ospitare la Olimpiadi era una gran “fregnaccia”. Ma quelli con un po’ di sale in zucca, forse gli stessi proponenti, l’hanno sempre saputo. Poi è arrivata Eroica, manifestazione annuale promossa dal Coni, e la contestazione su striscioni al sindaco Leonardo Michelini.

Gli contestano di non essere secondo a Pinocchio, mettendo al centro la situazione del campo scuola. Ora Michelini potrà avere anche delle colpe ma il modo in cui si sta amministrando lo sport e il rapporto tra Palazzo dei Priori e lo sport nel capoluogo della Tuscia è qualcosa che va oltre Michelini.

C’è un dato di fatto che è francamente inspiegabile: l’assenza di un assessore o almeno di un delegato preposto a questo importante settore. A Viterbo c’è addirittura un delegato alla Pace, buonasera Paolo Moricoli, ma manca un qualcuno che rappresenti il Comune sullo sport. Deve esserci qualcosa che non sappiamo, un qualcosa che è nel sapere solo di chi sta in certe stanze. Per un momento è sembrato che l’incarico dovesse arrivare a Livio Treta, uno che di sport ne ha masticato negli ultimi anni. E invece, all’improvviso, si è preferito non avere nessuno su quella casella. Stranezza grossa e i risultati si vedono.

Si sono visti in piazza del Comune la sera di venerdì, con quelli striscioni pesantissimi contro Michelini e la sua squadra di governo. Eppure nessuna reazione. Qualcuno inizia a chiedersi: ma l’amministrazione è ancora viva? Sul fronte dello sport silenzio di tomba e nessuno messo nel ruolo dell’interlocutore con l’ente. Bizzarrie viterbesi.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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