La strage di sabato riaccende l'attenzione nazionale ma non quella di Palazzo dei Priori
roberto
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Il minuto di silenzio, in ricordo dei due giovani morti lo scorso fine settimana, non accordato ci è sembrato qualcosa di assurdo. Alla fine la politica è anche sfera del simbolico e amministrare significa anche dare segnali.

L’incidente che ha causato la morte di due ragazzi giovanissimi alle porte di Viterbo, lo scorso fine settimana, riaccende l’attenzione a livello nazionale sulle stragi del sabato sera. Sul triste fatto di cronaca si è pronunciata l’Asaps, Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, che è tornata a battere su un tasto: più controlli con etilometro sulle strade. 

La questione è finita così sui principali giornali nazionali. Questo fatto stride abbastanza con quanto invece è avvenuto all’interno del consiglio comunale cittadino. La consigliera Chiara Frontini aveva proposto un minuto di silenzio per i due ragazzi scomparsi ma di fatto la cosa non è stata accordata, salvo recupero all’ultimo. La cronaca puntuale del tutto potete leggerla nel pezzo a firma di Simone Carletti. 

Il consiglio comunale, a nostro avviso, non ci fa una grande figura. Sarebbe stato significativo ricordare i due ragazzi ma forse sarebbe stato il caso di fare anche una piccola riflessione su quanto accaduto. Non sarebbe servito a niente? Sarebbe stato tempo perso? Può darsi ma non sarebbe stato certo peggio di quanto andato in scena giovedì scorso.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
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