
Limite di velocità a 30 chilometri orari su gran parte della Strada Braccianese, sempre più radicale l’isolamento della Tuscia. La decisione è stata presa dal Dirigente della Città Metropolitana di Roma nei giorni scorsi.
“Si tratta, lo affermo senza remore, di un’ordinanza mediatica, che, esattamente come le ordinanze che vietano le esplosioni di botti e petardi a capodanno, è nella realtà dei fatti inapplicabile e inapplicata, come ho constatato di persona oggi recandomi a lavoro a Bracciano. Perché non puoi materialmente mettere una pattuglia di vigili o di carabinieri ogni 500 metri. E perché praticamente nessuno, ovviamente, va a 30 chilometri all’ora.
È un’ordinanza che serve a scaricarsi le responsabilità, evitando di risarcire gli eventuali danneggiati che, evidentemente, tali sono non per le condizioni delle strade, bensì per la loro velocità. È un’ordinanza che, insomma, ha come scopo diretto di suscitare l’incazzatura delle persone, che si sentono, giustamente, abbastanza prese in giro.
La cosa paradossale, in tempi di PNRR e di roboanti opere strategiche, è che l’ordinanza in questione arriva, ironia della sorte, in parallelo con l’ennesimo annuncio sulla (futura) realizzazione del ponte sullo stretto, di cui mi ricordo promesse le più varie fin dagli anni ’90.
Del resto, non è una novità: la Tuscia è la provincia in cui si discuteva dell’aeroporto anche se per andare in treno da Viterbo a Roma ci vogliono due ore abbondanti e il secondo binario è ancora fermo a Cesano, in cui la superstrada Orte Civitavecchia avanza a ritmi, come dire, decisamente blandi (attualmente si sta cercando di superare lo snodo di Monteromano) e in cui da oggi sulla Braccianese bisogna andare a un limite che nessuno rispetterà senza che ci sia neanche una data ipotizzata per la risoluzione del problema”. Così il sindaco di Oriolo Romano Emanuele Rallo.


















