"L'illuminista Vannacci" e l'idea delle classi separate per disabili da realizzare nella sede ex Banca d'Italia
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VITERBO - Ci siamo immaginati di assecondare il delirio e ci siamo detti: bene sezioniamo il corpo scolastico in tante sottocategorie e poi immaginiamo di trovare uno spazio idoneo a Viterbo per sviluppare in maniera concreta il delirio. 

VITERBO – Il delirio non va fermato, va alimentato. Ci hanno insegnato così, non stiamo a dire quando e dove. Sono giorni che ci gira per la testa l’idea di Vannacci (sulla scheda delle europee potete scrivere “il generale”) di riformare la scuola separando i ragazzi disabili dagli altri. Quando l’abbiamo letta ci è venuto da ridere. “Guarda quanto sono coglioni, hanno costruito un pezzo surreale per prenderlo in giro”, ci siamo detti così. 

Invece era vero. Vannacci l’ha detto davvero e lo ha fatto nel 2024, quasi a metà anno tra l’altro. Si candida in Europa un generale così, ecco l’ultimo capolavoro targato Lega. Allora ci siamo immaginati di assecondare il delirio e ci siamo detti: bene sezioniamo il corpo scolastico in tante sottocategorie e poi immaginiamo di trovare uno spazio idoneo a Viterbo per sviluppare in maniera concreta il delirio. 

Ci è venuto in mente l’edificio della ex Banca d’Italia su via Marconi. Uno stabile davvero grande ma che rimane inutilizzato. Piuttosto che tenerlo chiuso in quel modo facciamoci la scuola di Vannacci. Dividiamo i ragazzi in “normali” e disabili. Però dividiamo anche in sottocategorie: diabetici, cardiopatici, quelli con ritardi nella crescita, quelli grassi, quelli magri, quelli con i capelli biondi e gli occhi azzurri, quelli scuretti (ci stiamo adattando al livello cognitivo). 

Ecco dentro la ex Banca d’Italia ci verrebbe una bella scuola tutta articolata in categorie. A Viterbo abbiamo già risolto, siamo pronti a questo salto nel Terzo Reich, scusate Terzo Millennio. Ci raccomandiamo, sulla scheda scrivete “generale, dietro la collina c’è la morte crucca e assassina …”. Una bella frase di un capolavoro di De Gregori può nuocere meno. 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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