
VITERBO – Il “drago” civico che ha portato alla vittoria di Chiara Frontini, al secolo Viterbo2020, è tornato a muoversi tra la gente. L’occasione al movimento di riaffacciarsi di nuovo, dopo un anno di toni bassissimi, viene data dall’intenzione di Regione Lazio di ampliare la discarica di Monterazzano per portarci i rifiuti di Roma e di tutto il territorio regionale.
“La maxi discarica di Viterbo non s’ha da fare”, questo il motto con cui i frontiniboys e le frontinigirls sono tornati a indossare le scarpe da ginnastica e hanno riconquistato vie e piazze. L’assenza, negli ultimi dodici mesi (che poi sono i primi di governo per la riccoluta Chiara), del movimento civico era stata notata da tutti. Tanto che i più, giustamente, avevano già sentenziato: “l’ennesimo civismo di scopo, una volta entrati nel palazzo ciaone”.
In realtà sono tornati, su un tema pesantissimo che non può essere divisivo per la città. Nessun viterbese, per quanto possa avere un’appartenenza politica o un interesse politico, può dichiararsi d’accordo con l’idea di trasformare davvero Viterbo nella pattumiera del Lazio.
Ognuno “pregando i suoi santi” è infatti chiamato a scongiurare che la Regione vada avanti sulla strada imboccata perché percorrerla significa danneggiare Viterbo e comprometterne il futuro. Non a caso sulla partita registriamo un voto all’unanimità del Consiglio Comunale e un voto all’unanimità del Consiglio Provinciale e dell’assemblea dei sindaci. Tutta la politica viterbese è compatta nel dire no alla maxi discarica del Lazio in terra etrusca.
Il movimento però si è messo al lavoro perché vuole dare alla sindaca un’arma in più: l’appoggio popolare di una raccolta firme corposa. Una sfida che i player di Viterbo2020 stanno giocando in queste settimane.


















