Liceo Buratti: gli studenti occupano, la dirigente attacca, la UIL risponde
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Occupazioni. Anche al Buratti c’è tensione tra studenti e dirigente scolastico (leggi di quelle al Liceo Ruffini). Un dibattito sul quale è poi intervenuta anche la Uil, in difesa degli studenti. La preside Paola Moscucci ha scritto infatti che “la scuola non può tollerare iniziative volte a limitare la libertà personale e a utilizzare impropriamente, e senza autorizzazione alcuna, locali di pubblica utilità; chi ha scelto di attuare e perseverare in tale modalità di protesta, non può essere legittimato nella scelta da chi ha il compito istituzionale di educare alla convivenza civile”. La dirigente scolastica aveva anche annunciato la possibilità di sanzioni disciplinari che “saranno valutate successivamente”.

Un attacco – scrive Giancarlo Turchetti, segretario della Uil – non solo agli studenti, ma alle libertà e ai diritti di tutti. Libertà di espressione, libertà di manifestare, libertà di contestare provvedimenti ingiusti, libertà di battersi per una causa giusta: contro il precariato, contro la disoccupazione, contro i licenziamenti, contro scelte scellerate che negano il futuro a ragazzi e ragazze che oggi stanno sui banchi di scuola. Libertà sancite dalla nostra Costituzione. È veramente assurdo e grave – conclude – che a questo sacrosanto bisogno, manifestato nel rispetto delle regole e a quanto pare senza interrompere la didattica, si risponda invocando una specie di stato di polizia”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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