Botta e risposta: l'occupazione al Ruffini si discute anche sui giornali
10750051_867123183318756_5466823928233729351_o
800x120 (1)
Studenti e professori si parlano sui media. Per l’occupazione ci si batte anche a colpi di comunicati stampa. Leggi il botta e risposta tra studenti e dirigente scolastico.

Studenti e professori si parlano sui media. Per l’occupazione ci si batte anche a colpi di comunicati stampa. L’occupazione del Liceo Scientifico Ruffini, nata per protestare contro la riforma de “La buona scuola” voluta dal Governo Renzi si è aperto un dibattito pubblico. Ad iniziarlo la dirigente scolastica Maria Antonietta Bentivenga che con una lettera indirizzata a genitori e studenti (clicca qui per leggere la lettera integrale) ha sottolineato come secondo lei l’occupazione e “ogni giorno di interruzione delle lezioni è un grave spreco di risorse, oltre che una lesione del diritto allo studio di tantissimi studenti. Con l’occupazione di una scuola, piuttosto che di un ospedale o del municipio manca il senso del servizio pubblico, manca la consapevolezza che si tratta di una cosa seria e di valore. Sia sociale che economico”.

La dirigente ha poi chiesto agli studenti di fare altre iniziative per far conoscere le loro rivendicazioni. “Ben altra credibilità avrebbero – ha aggiunto – attività politico-culturali organizzate dagli studenti durante il pomeriggio, oltre che nelle assemblee di Istituto e di Classe in orario scolastico. Esistono poi tanti modi per far conoscere le proprie rivendicazioni, da internet ai volantini, dai comunicati stampa alle petizioni, oltre alle molte forme di pubblica manifestazione, purché rispettose delle leggi e dei diritti altrui”. Insomma “la scuola pubblica – ha concluso la prof. Bentivenga – non si difende con le occupazioni, né con le autogestioni”.

Pronta la replica degli occupanti che con una lettera aperta (leggila integrale qui) rivendicano quanto fatto. “Lei – dicono gli studenti – ci prospetta la possibilità di fermarci il pomeriggio a scuola per lavorare sul tema, cosa che noi più volte abbiamo richiesto (persino oggi stesso), ma senza esito! Nei giorni passati ci è stata da lei proposta l’autogestione, un’idea che però lei stessa rinnega nel suo articolo”. Autogestione rifiutata dagli studenti perché sarebbe stata possibile “unicamente durante le ore di lezione, e senza il presidio pomeridiano – da lei espressamente non consentito -, risulta una movimentazione priva di significato e solamente lesiva dei nostri diritti”.

“Il nostro intento è di andare avanti con le nostre idee, ma non scadendo nella confusione generale e rimanendo nascosti agli occhi esterni, miriamo infatti alla creazione di gruppi di lavoro con al centro la tematica della riforma, con fine di creare un documento che contenga le opinioni di noi studenti, protagonisti-antagonisti della “buona scuola”. Gli studenti difendono il valore dell’occupazione che non ritengono illegali. “È statuito con la sentenza del 30 marzo 2000 della Corte di Cassazione – scrivono – che l’articolo del Codice Penale in questione (art.633c.p.) non è applicabile alle occupazioni studentesche poiché l’edificio scolastico non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, bensì soggetti attivi della comunità scolastica”.

Gli studenti chiudono invitalo la dirgente ad un dibattito pubblico e sfidando la dirigente: “le ricordiamo che quanti di noi procederanno non hanno paura della sua eventuale denuncia, perché un ideale non può essere processato, né imprigionato”.

lafune_800 x 120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
monastero interno
Masicar300x300-optimize
asvis 2
lafune_300 x 600
Fune 300x300
aiac_banner_01
Onda
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni