
EDITORIALI – Solo chi è vissuto sotto regimi liberticidi sa quanto sia importante una stampa plurale. I fanatici dei regimi, i nostalgici o chi non ha una cultura democratica naturalmente può pensarla diversamente. Tuttavia nei paesi democratici questo concetto è consuetudine, chiaro anche agli studenti in barba dei licei e dei professionali.
Così nei paesi democratici si spara su molte cose ma non sui giornali. Gli unici che in genere “odiano” i giornalisti detestando quello che scrivono sono i mafiosi. Sì i mafiosi, quelli che vivendo perseguendo in maniera ossessiva i propri interessi particolari e di parte vedono come fumo negli occhi pensieri e letture dei fatti in dissonanza con la propria pretesa di come debbano girare le cose del mondo, in grande, e del proprio territorio, in piccolo.
Ecco perché nonostante l’Italia sia stato un Paese dove uno dei più grandi politici degli ultimi cinquanta anni sia stato anche grande proprietario di testate giornalistiche cartacee, radio e televisive nessuno si è mai sognato di spendere parole per tentare di screditare l’operato delle redazioni. Il pluralismo dell’informazione infatti è un valore democratico che anche i politici, che chiaramente perseguono spesso interessi di parte, hanno sempre ritenuto fondamentale e addirittura sacro. L’editore-politico è stato combattuto in tanti modi ma non ricordiamo parole spese contro le sue televisioni e i suoi giornali neanche dal più sprovveduto usciere di partito. Il tiro al piccione sul giornalista è una roba che abbiamo visto fare in Italia solo da affiliati di ‘ndrangheta, mafia, camorra. Ci basti pensare alle “belle parole” che proprio vari malavitosi hanno utilizzato per attaccare Roberto Saviano.
Perché scriviamo questo? Per ricordarci come funzionano le cose in democrazia, per condividere con i sempre crescenti lettori de La Fune una riflessione utile e per suggerire ai partiti che operano sul territorio e alle loro guide intelligenti di organizzare anche appuntamenti di formazione ai propri iscritti per evitare che commettano errori imbarazzanti che rischiano di proiettare ombre negative su chi magari ogni giorno si batte e combatte per una politica di livello.


















