L'ex chiesa di Santo Spirito a Valle Faul rischia di collassare sotto il peso di un grosso albero caduto addosso al tetto
Santa Maria Impiccati
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VITERBO - L'albero caduto, che tra l'altro è di notevoli dimensioni, spingendo contro il tetto e il muro perimetrale rischia di "incentivare" il possibile collasso della struttura. Nessuno però sembra accorgersene. 

VITERBO – Un albero morto e completamente secco si è abbattuto sul tetto e su un muro perimetrale, quello che guarda verso il parcheggio del Sacrario, della ex chiesa di Santo Spirito a Valle Faul.

L’edificio, di proprietà di un privato, è ormai un rudere e la sua situazione peggiora di anno in anno. Un bene culturale che sta scomparendo progressivamente nell’indifferenza generale. Il campanile a base triangolare è una particolarità piuttosto unica, ma nessun pregio sta salvando questo patrimonio da quello che sembra essere un non mutabile destino di rovina.

L’albero caduto, che tra l’altro è di notevoli dimensioni, spingendo contro il tetto e il muro perimetrale rischia di “incentivare” il possibile collasso della struttura. Nessuno però sembra accorgersene.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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