Lettere in redazione: "Alle scuole di via Emilio Bianchi manca la sala mensa e il riscaldamento funziona a metà"
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VITERBO - Nei giorni scorsi abbiamo scritto un articolo sulle scuole cittadine, lanciando un appello all'amministrazione comunale (leggi qui) e invitando a scrivere a questo giornale per segnalare malfunzionamenti.

VITERBO – Nei giorni scorsi abbiamo scritto un articolo sulle scuole cittadine, lanciando un appello all’amministrazione comunale (leggi qui) e invitando a scrivere a questo giornale per segnalare malfunzionamenti, problemi, disagi.

In questa maniera ci proponiamo per dare evidenza e voce alle criticità, in maniera che chi amministra la città possa averne piena visione e riesca a intervenire. Naturalmente garantiamo l’anonimato a chi vorrà inviarci segnalazioni all’indirizzo lafune.giornale.viterbo@gmail.com.

Riportiamo fedelmente una lettera di segnalazione che ci arriva dalle scuole di via Emilio Bianchi. 

 

“Gentile direttore,

ho letto i vari articoli sulla scuola di S Pietro dove si è sbandierato lavori ben fatti e attenzioni per gli alunni invitati addirittura in comune con un corso gratuito. Beati loro.

Lo scorso anno le scuole di via Emilio Bianchi sono state maltrattate e hanno vissuto un anno scolastico indegno, in locali rabberciati qua e là, pollaio e privi di sicurezza.

La scuola primaria e la secondaria sono finalmente entrate in classi decenti ma nessuno si è fatto pubblicità. La scuola dell’infanzia aspetta che finiscano i lavori per avere una sala mensa, dove sono accatastati dei pianoforti, il riscaldamento scalda solo metà dei locali e non ultimo nessuno si prende la briga di spostare armadi o alle perse comprarne di nuovi.

Che dire, gli alunni dovrebbero avere tutti il diritto di stare in locali accoglienti e sicuri ma forse ci sono due pesi e due misure”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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