Lettera scanzonata "ai pizzardoni" (gentili) di Vitorchiano
Foto marziano
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Lo faccio, spiego la situazione, e subito l’agente (ormai in forma angelica ve lo giuro) mi rassicura con una gentilezza incredibile, dicendomi che avrebbe fatto tutto il possibile per ritrovarlo. Una Mission Impossible per me, che invece è stata un gioco da ragazzi per lui, perché 15 minuti più tardi mi ha richiamato invitandomi a recarmi al loro Comando per ritirare il cellullare terrestre. Come abbia fatto non lo so. Ma c’è riuscito!

Cara redazione, vi scrivo per raccontarvi la tragicomica avventura che ho vissuto di recente, degna della una mini-serie di “Gronk” (Goyo in marziano) che narra le disavventure di un marziano sulla Terra, trasmessa qui ininterrottamente da 15 anni.

Tutto è iniziato una tranquilla sera d’agosto, durante l’ultimo spettacolo al cinema di Vitorchiano. Il film? Non me lo ricordo, ma quel che è successo dopo molto bene. Rientro nella mia casetta terrestre a Viterbo, esco con il cane tutto contento, metto la mano in tasca e… niente cellulare. Sparito. Dissolto nel nulla. Ho pensato a uno scherzo dei Gnik (folletti marziani che si divertono a disintegrare gli oggetti), ma pian piano il panico ha bussato e mi ha avvolto. Decine di congetture e di giri per cercarlo fin quando…swop! Vuoi vedere che mi è caduto al cinema?

“Vabbè – mi dico – torno domani, lo troveranno sicuramente durante le pulizie.” Ma il giorno dopo… il cinema è chiuso per turno di riposo. Ok, ci sta. Un po’ di pazienza. Aspetto il giorno dopo ancora, mi ripresento all’ingresso con l’ansia di chi aspetta il verdetto del dottore,
e… sorpresa! Chiuso per ferie per 15 giorni! Ben oltre la data del volo di rientro su Marte. Comprendi quanto siamo legati a questi strumenti solo quando non li hai più tra le mani. Troppo legati e forse dovremmo rifletterci un po’ sopra.

A quel punto non sapevo più cosa fare. Mi sentivo come in uno di quei film di fantascienza terrestri di qualche anno fa, nel quale si descriveva cosa sarebbe successo in una società nella quale solo un’élite controllava tutta l’informazione ed i servizi attraverso piccole scatolette “donate” al resto del mondo (e non finiva bene).

Prendo il “Manuale del povero Gronk sulla Terra” e leggo…nel caso perdi un cellulare terrestre e non sai come fare per recuperarlo chiama la polizia municipale. Cosaaaa? Caro autore del manuale, lo sai cosa stai chiedendo a un viterbese, seppur emigrato su Marte? Lo sai quante decine di multe con l’autovelox ci hanno fatto sulla superstrada i “pizzardoni” di Vitorchiano negli anni passati (meno male che ora c’è
Ruggero Graziotti)? Ma la conosci la diffidenza che ci portiamo per vecchie ruggini medievali? Razza di Gronk che non sei altro!

Alla fine, non ho altra scelta e come si dice…di necessità virtù. Lo faccio, spiego la situazione, e subito l’agente (ormai in forma angelica ve lo giuro) mi rassicura con una gentilezza incredibile, dicendomi che avrebbe fatto tutto il possibile per ritrovarlo. Una Mission Impossible per me, che invece è stata un gioco da ragazzi per lui, perché 15 minuti più tardi mi ha richiamato invitandomi a recarmi al loro Comando per ritirare il cellullare terrestre. Come abbia fatto non lo so. Ma c’è riuscito!

Lo voglio ringraziare con questa lettera, come anche il sindaco Graziotti che gestisce il Comune di Vitorchiano. Perché non si è trattato di un semplice “far bene il proprio dovere” ma di impegnarsi a farlo “oltre” il dovere. La passione, l’empatia, la gentilezza con le quali sono stato trattato mi hanno stupito, sono il segno dell’”Oltre Dovere” e sono lieto di scriverlo in questa missiva. Un gesto che fa dimenticare i vecchi screzi tra viterbesi e vitorchianesi. Un gesto che nel suo piccolo ha costruito un ponte di pace.

Posso rientrare su Marte con il cuore felice per quanto accaduto e con un messaggio. Andate sempre oltre il fare le cose, mettendoci il sentimento.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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