L'eterno ritorno dell'arsenico
roberto
Gli Stati Generali La Fune
Riesplode la bomba d'acqua dell'arsenico. Nelle scorse ore il comitato 'Non ce la beviamo' ha riportato il problema in consiglio comunale con cartelloni e locandine.

Arsenico nei rubinetti, un problema che doveva essere risolto da più di dieci anni e che continua a contaminare la vita dei viterbesi. In queste ore, all’interno del consiglio comunale, la questione è tornata a galla. L’agente che ha determinato il fenomeno va sotto il nome di ‘Non ce la beviamo’. Un comitato che si sta battendo per avere dall’amministrazione comunale risposte certe e soluzioni.

 

La notizia che è venuta fuori, direttamente dal sindaco Leonardo Michelini, è che entro giugno dovrebbe entrare in funzione il dearsenificatore di Monte Jugo. Per il primo cittadino il tema è sicuramente uno dei più spinosi. La faccenda è molto delicata e la pazienza della gente è arrivata ai limiti.

 

C’è chi non ne può più delle estenuanti file alle casette dell’acqua e chi è preoccupato degli effetti di una così lunga esposizione all’arsenico, di fatto un agente cancerogeno di classe 1. Michelini eredita anni e anni di atteggiamenti “ponziopilateschi” ma ora la patata bollente è nelle sue mani. Striscioni e frasi che sono arrivate in consiglio oggi sono legittime ma forse la colpa dello stato attuale va un po’ più ricercata nel passato. Ora comunque è il sindaco è lui e le risposte devono arrivare.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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