
EDITORIALE – Se il problema di Palermo è il traffico e le banane (Jonny Stecchino docet) quello di Viterbo centro va senza dubbio cercato alla voce parcheggi. La pedonalizzazione della Trinità, data per imminente, e quella ipotizzata da alcuni su Porta della Verità mettono in evidenza il peccato originale di una città prigioniera di se stessa, di mille interessi privati e di parte e di una politica che rincorre sempre tutti i vizi senza promuovere vere nuove visioni.
I parcheggi sono destinati a essere, sul centro storico, le sabbie mobili che inghiottiranno anche la sindaca Frontini (per quanto capace) così come si sono “pappate” i suoi predecessori. In queste ore abbiamo letto con attenzione le parole, intelligenti, del consigliere della Lega Andrea Micci. Riesce a fotografare bene la questione della pedonalizzazione della Trinità. Parla di un’idea del centro, che sarebbe quella di Chiara Frontini secondo Micci, come se questo dovesse essere “una mummia incipriata da esibire solo nei weekend a consumo dei turisti che dormono qui due notti e se ne vanno”. E contrappone un’altra visione: quella di un centro “cuore pulsante che batte ogni giorno, custode della storia e delle radici dei viterbesi”.
Ne ricaviamo che Chiara Frontini, su questo pare essere convinto anche Micci, stia lavorando a un’idea turistica del centro storico. E francamente ci sembra una buona notizia per tutti, al netto della diatriba politica confezionata più o meno bene. Effettivamente registriamo un centro più pulito, interventi di miglioramento di un’illuminazione carente (recente la nuova illuminazione dell’asse Sacrario, monumento ai Caduti, piazza della Repubblica), una certa continuità degli eventi almeno in alcuni passaggi cruciali di calendario (Natale, estate, Santa Rosa, Halloween). Certo non c’è niente di significativo davvero ma bisogna in fondo chiedersi se Viterbo senza i soldi di una realtà più grande come la Regione Lazio possa immaginare di impostare un lavoro da città vera sugli eventi. Ma andiamo oltre.
L’idea di centro come luogo per turisti restituisce una città più bella che prima non c’era. Purtroppo anche Chiara Frontini però è finita nella sabbia mobile dei parcheggi. Come i suoi predecessori che addirittura rinunciarono a mettere mano al centro preferendo non affrontare la questione e lasciandolo a servizio delle automobili per non urtare convinzioni e probabili interessi di qualcuno, probabilmente temendo di perdere voti che poi in realtà hanno comunque puntualmente perso.
Ora la situazione è cambiata ma ecco emergere altri problemi reali e pesanti, che poi sono quelli che fotografa bene Micci quando dice: “Pensare che chi abita a San Faustino possa andare a lasciare l’auto al Pilastro è una presa in giro tragicomica e certamente irrispettosa verso chi chiede un servizio reale e non filastrocche […]”.
In sostanza Micci dice “bello pedonalizzare la città ma come garantiamo la vita quotidiana per i cittadini?”. Il problema si è posto trenta-quaranta anni fa in altri capoluoghi di provincia dove la classe politica non si è tappata il naso come a Viterbo, permettendo di piegare un centro storico agli interessi della logica “parcheggio l’auto davanti al negozio”. E la soluzione venne fuori declinando nella realtà il significante “parcheggi”. Alla parola vennero fatti corrispondere posti auto a servizio dei diversi punti dei vari centri. Così è nella vicina Perugia, per fare un esempio che molti viterbesi conoscono.
Per costruire quell’operazione vennero “imbarcati” i privati di Sipra, poi Saba. Quindi fu necessario l’utilizzo di capitali di altri. Questo diede al Comune di Perugia la possibilità di rendere facilmente fruibile il centro storico, con aree parcheggi scale mobili e ascensori. Al tempo stesso i privati però si sono tenuti grande parte degli incassi della sosta.
Ora su Viterbo questa operazione sembrerebbe non possibile perché con i ricavi dei parcheggi esistenti si “tiene in vita”, la definizione va interpretata in maniera letterale, la municipalizzata Francigena. Ergo quegli incassi, possiamo cogliere i timori della politica, sostanzialmente servono per pagare gli stipendi di un centinaio di lavoratori. Anche perché non ci sembra che negli anni qualcuno abbia immaginato altri rami d’azienda utili ad aumentare le entrate e i servizi sono sempre quelli: autobus, parcheggi e farmacie. Anzi qualcosa si è perso in corsa …
Questo di fatto ha bloccato la strada all’ingresso nel mercato dei parcheggi viterbesi dei capitali privati, fondamentali (a meno che non si vogliano sfondare le casse comunali) per la nascita di parcheggi a servizio di varie parti della città. Ricordiamo che negli anni nei cassetti di Palazzo dei Priori si sono accumulati project financing per la realizzazione di parcheggi coperti. Uno sotto piazza della Rocca, che sarebbe utilissimo. Addirittura, se non ricordiamo male, uno sotto Prato Giardino.
La grande paura di mandare in rosso i conti Francigena ha fatto sempre spingere sul pedale del freno, riempiendo di problemi il futuro del centro storico. E neanche una sindaca come Frontini, che pure una certa visione la sta dimostrando, sembra essere in grado di rompere questo peccato originale del centro storico viterbese.
In realtà, facendo entrare i privati, probabilmente non si avrebbero problemi neanche su Francigena. Questo perché un centro meglio fruibile aumenterebbe le presenze e tutto andrebbe a compensarsi. Con il risultato di ottenere, ad averne il coraggio, un centro più funzionale e attrattivo perché più comodo (un caro saluto al professore Mattioli che ci ha insegnato a ragionare su questo), più persone a spendere nei negozi del centro (con tanto di maggiori entrate Irpef anche per le casse comunali) e una città in realtà migliore anche per i turisti. Pedonalizzazione e nuovi veri parcheggi, questa sarebbe la medicina con più possibilità di successo per il centro storico di Viterbo.
E invece anche la sindaca Frontini sembra essere stata risucchiata dalle sabbie mobili, costretta a inventarsi “i panni caldi” dell’ora di parcheggio gratuita a chi va ad acquistare in centro. Intervento che brucia soldi dei cittadini a sostegno dei registratori di cassa (forse) di pochi. E fa bene Micci a scattare la foto e dire che così non può funzionare. Avrebbe fatto di più a condurre questa lucida battaglia quando sedeva in maggioranza ma meglio tardi che mai.
Ci auguriamo che il prossimo sindaco di Viterbo ci stia leggendo e che possa valutare le nostre considerazioni e riflessioni. Intanto continueremo a vivere in una città male servita sul fronte parcheggi, dove vivere in centro è complicato e dove i turisti (che ci sono, grazie a Dio) finalmente possano apprezzare spazi più belli e riqualificati ma fruibili in maniera poco funzionali.


















