Le parole pesanti di Giancarlo Gabbianelli: "Dopo molti anni sto vedendo Viterbo rinascere, grazie sindaco Frontini"
Foto Gabbianelli
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VITERBO - "Non voglio inchiodare Chiara ancora per venti anni nel ruolo di sindaco ma mi auguro che tra venti anni ci sia un sindaco con la stessa sensibilità di Chiara per la cura della città".

VITERBO – “Dopo molti anni sto vedendo la città di Viterbo rinascere, di questo ringrazio l’amministrazione Frontini. Non voglio inchiodare Chiara ancora per venti anni nel ruolo di sindaco ma mi auguro che tra venti anni ci sia un sindaco con la stessa sensibilità di Chiara per la cura della città”. Queste le parole di Giancarlo Gabbianelli, che hanno un peso politico significativo (considerando che 8 viterbesi su 10 ricordano Gabbianelli come l’ultimo vero sindaco della città).

Le ha pronunciate questa mattina all’inaugurazione del nuovo Parco Melvin Jones, dove per un intreccio di destini si è ritrovato al fianco di Chiara Frontini per il taglio del nastro. 

Lui aveva inaugurato il parco venti anni fa, oggi tocca a Frontini dopo la riqualificazione con fondi PNRR. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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