Le note dei Dear Jack vibrano nella stazione spaziale e danno il buongiorno all'astronauta Cristoforetti
Dear Jack 02
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I Dear Jack suonano nello spazio. E' successo grazie all'astronauta italiana che ha scelto come sveglia all'interno della stazione spaziale internazionale la canzone sanremese del gruppo viterbese.

Le note dei Dear Jack vibrano anche nello spazio. La band, quasi interamente costituita da ragazzi viterbesi, ha regalato il buongiorno la mattina del 6 marzo all’astronauta Samantha Cristoforetti. La giornata, all’interno della stazione spaziale internazionale, per l’italiana è iniziata con le note de ‘Il mondo esplode tranne noi’ (leggi). L’ultimo successo della band con cui si sono presentati all’ultimo festival di Sanremo.

L’astronauta Cristoforetti ascolta i Dear Jack nello spazio

 

La canzone le è stata dedicata dagli utenti di RaiNews.it (leggi), che attraverso un sondaggio hanno selezionato tre brani. I Dear jack hanno avuto il 60% dei voti, 7& per ‘L’Auora di Erosa Ramazzotti e ‘A new day has come’ di Céline Dion ha invece raccolto il 6% dei consensi. Alla Cristoforetti la scelta tra i tre pezzi finiti sul podio e l’astronauta ha optato per i Dear Jack.

Il frontman del gruppo Alessio Bernabei è un ventenne di Tarquinia, così come il batterista Francesco Pierozzi. Lorenzo Cantarini, chitarrista, è invece di Montefiascone, fratello di Giorgio il bambino de ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni. Alessandro Presti, bassista, è invece di Viterbo. Con loro Riccardo Ruio di Pescara.
Il gruppo si è formato nel 2012 con lo scopo di condividere un progetto. La loro forza sta nelle diverse influenze musicali dei 5 componenti (dalla musica classica, al r&B, al metal…). Sono balzati all’attenzione del grande pubblico grazie alla trasmissione ‘Amici’ di Maria De Filippi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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