I Dear Jack a Sanremo, esordio sul palco dell'Ariston con il brano 'Il mondo esplode'
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I Dear Jack hanno da poco esordito con 'Il mondo esplode' sul palco dell'Ariston. La band, per quattro/quinti viterbese è tra i favoriti del festival 2015. (Guarda le foto prima di salire sul palco).

I Dear Jack all’esordio sul palco dell’Ariston. Da poco il debutto a Senremo della band che ha quattro dei cinque componenti nati e cresciuti nella Tuscia.

Il frontman del gruppo Alessio Bernabei è un ventenne di Tarquinia, così come il batterista Francesco Pierozzi. Lorenzo Cantarini, chitarrista, è invece di Montefiascone, fratello di Giorgio il bambino de ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni. Alessandro Presti, bassista, è invece di Viterbo. Con loro Riccardo Ruio di Pescara.

Il momento prima dell’esordio sul palco di Sanremo

 

Il gruppo si è formato nel 2012 con lo scopo di condividere un progetto. La loro forza sta nelle diverse influenze musicali dei 5 componenti (dalla musica classica, al r&B, al metal…). Al festival della canzone italiana sono in gara, tra i big, con il brano ‘Il mondo esplode’. Sono balzati all’attenzione del grande pubblico grazie alla trasmissione ‘Amici’ di Maria De Filippi. Sono tra i favoriti di questa edizione 2015, godendo del favore di tantissimi fan che faranno sentire il loro peso con il voto da casa.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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