Le mura di Viterbo illuminate, passeggiata-evento sabato 26 aprile per la prima accensione del tratto Porta Romana - Porta della Verità
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VITERBO - Per l'occasione Palazzo dei Priori ha organizzato un evento, a cui sono invitati tutti i cittadini, e che si chiama 'Passeggiata tra luce e storia'.

VITERBO – Il 26 aprile la prima illuminazione delle mura della città di Viterbo. Un pezzo del patrimonio cittadino viene evidenziato con un intervento importante e in grado di cambiare l’immagine del capoluogo della Tuscia. 

Per l’occasione Palazzo dei Priori ha organizzato un evento, a cui sono invitati tutti i cittadini, e che si chiama ‘Passeggiata tra luce e storia’. Punto di raccolta fissato nella rinnovata piazza Crispi alle ore 21. 

A essere illuminato al momento sarà il primo tratto dell’intera cinta: Porta Romana – Porta della Verità. Ma i lavori in corso stanno riqualificando e dotando di illuminazione  l’intera cinta muraria che racchiude la Viterbo storica. In questi mesi sono stati effettuati una serie di test e qualcuno ha già avuto modo di vedere quel tratto di mura illuminato. 

L’intervento fa parte di una serie di azioni ascrivibili al progetto ‘Passeggiata ecologica intorno alle mura”.

Un investimento di fondi pari a 3 milioni e 100mila euro per fare sì che la maggiore parte della passeggiata intorno alle mura sia usufruibile a tutti: anche per disabili motori e non vedenti.

Un progetto che si è portato dietro la riqualificazione di piazza Crispi, del parco Melvin Jones e dell’area delle Fortezze (da completare). Gli interventi hanno permesso di ottimizzare il verde, di inserire informazioni storiche sui vari tratti e le varie torri, aumentando la consapevolezza del patrimonio storico della città. Durante i lavori si è andato a risolvere anche problemi di infiltrazioni di umidità in alcuni tratti della cinta muraria, umidità che rischiava di essere pericolosa per la tenuta delle mura stesse. Sempre entro febbraio arriveranno gli arredi urbani che andranno a riqualificare una parte fondamentale e simbolica della città.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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