Le freccette della settimana
freccette
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

1. CHE FASTIDIO

Che spreco, quell’ambiente a Valle Faul predisposto per accogliere un locale pubblico di livello, tra vetrate, dolci pendii verdi, reperti archeologici e affaccio sul Colle di S. Lorenzo, con tanto di parcheggio vis à vis, che se ne sta lì inutilizzato e negletto.

2. BOOMERS

Il termine indica coloro che sono nati tra il 1946 e il 1964; oggi è usato da certi giovanotti dallo sballo facile e dal coltellino d’ordinanza ancor più facile per indicare qualcuno un po’ stupidotto e rètro. Ma che ne sanno loro che molti dei boomers hanno “fatto il Sessantotto”, cioè hanno sognato un mondo migliore, più giusto, più sostenibile, che i grandi cantautori italiani degli anni ’70 – De Gregori, De André, Battisti, Venditti, Celentano, Dalla – e gente come Bob Dylan, Elton John, David Bowie, Bruce Springsteen,  sono stati dei boomers o hanno cantato da boomers?

3. PECUNIA NON OLET

Beh, non è proprio un bel vedere i cantanti Pupo e Albano che, con la scusa che la musica avvicina i popoli, vanno a intascare soldi facendo spettacoli in Russia. Al di là delle ragioni dei contendenti, un Paese che aggredisce militarmente un altro a suon di bombe non dovrebbe essere una piazza privilegiata per cantare “Felicità” o “Gelato al cioccolato”.

4. FISCHI PER FIASCHI

Il titolo è di quelli che scoppiano come i fuochi d’artificio: secondo Transfermarkt, la Viterbese è nei primi posti per valorizzazione di giovani calciatori, assieme a Juve, Milan e Inter. Ma come, una squadra che rischia di retrocedere in Promozione è ai primi posti in Italia per il suo vivaio? Poi si scopre che la graduatoria è stata calcolata sul minutaggio fatto dai giocatori in Nazionale e che il nostro caro Bonucci, avendo passato oltre dieci anni in Nazionale, per quei pochi anni che da ragazzino ha sgambettato al Rocchi ci porta in paradiso. Mah…

5. SOCIAL

Andate sui social e fatevi una risata su come funziona oggi il mondo. Dunque: c’é un tizio che sembra librarsi in aria su un pallone o qualcosa del genere, capelli al vento, e che vi indica di sotto la Terra, un grande tavolato di montagne, mari e pianure completamente piatto, che sbava acqua e ghiaccio dai bordi. E noi giù a massacrarlo, a scrivergli che è un terrapiattista cretino, perché non si capisce dove si starebbe librando e che aria starebbe respirando. Ma il cretino non è lui, siamo noi che commentiamo, perché ogni commento che colleziona sono soldi per lui!

6. ASSO DI FIORI

Due anni fa le “aiuole” di S. Pellegrino in Fiore erano invisibili per il disabile, l’anno scorso i fiori erano un optional, speriamo che in questa terza edizione si veda un connubio tra pietra, fiore e storia accessibile a tutti. E soprattutto speriamo che il prossimo bando sia aperto a tutti, piuttosto che riservato a una consorteria professionale.

7. LATINO-AMERICANO

Ebbasta con questo plus pronunciato plas; è la-ti-no. Se poi gli americani non sanno pronunciarlo come si deve, sono affari loro. Idem per media, plurale di medium; è la-ti-no, non si dice midia. Uffa!

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«Caro Maurizio, ti posso dire una cosa? Chi studia la storia studia il presente».
Da una storia vera. Vedete voi se ascriverla ai viaggi nel tempo, alla trasposizione multidimensionale, al metaverso o chissà cos’altro. Non sottovaluterei l’intuito di Teresina…
Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
"Io sono qui, in questo paese di sogno, tra questi castagni giganti...", questo uno dei pensieri scritti dall'autore in una lettera da Soriano. Soriano nel Cimino non fu per Pirandello solo un luogo di villeggiatura, ma una dimora spirituale.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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