Le elezioni e il “voto mercenario” o “voto dei cretini” e il sindaco pescatore
vassallo angelo
800 Monastero
Ho pensato tanto, in questi giorni di campagne elettorali, a una figura. Angelo Vassallo. Un nome che magari non tutti collegano a un viso e una storia e che spero sia più ricordabile utilizzando un soprannome: “il sindaco pescatore”.

Da consumare poche ore prima del voto e possibilmente lontano dai pasti.

 

 

Ventuno comuni della Tuscia che vanno al rinnovo tra porchettate, cene, festicciole, inaugurazioni, strade rifatte in fretta e furia, marciapiedi scalcinati per anni rimessi a nuovo e fiumi di illusioni, di promesse e fuffa.

Le campagne elettorali sono anche questo. Per fortuna però ci sono anche le idee, le professionalità, le persone e i ragazzi seri, la gente che è pronta se ne avrà l’occasione a sgobbare, a fare le cose per il verso giusto: che altro non è che il verso della correttezza, delle regole e della costruzione di occasioni di sistema. Ho pensato tanto, in questi giorni di campagne elettorali, a una figura.

Angelo Vassallo. Un nome che magari non tutti collegano a un viso e una storia e che spero sia più ricordabile utilizzando un soprannome: “il sindaco pescatore”. Fu sindaco capace e onesto a Pollica, facendo rinascere quel piccolo paesino fino a che non ricevette come ricompensa un proiettile che fermò la sua vita al giro di boa dei 47 anni.

E con la figura di Angelo Vassallo in mente ho cercato di guardare il quadro delle varie liste, degli oltre sessanta aspiranti nel Viterbese alla carica di sindaco. La gente, anche la nostra gente, ha bisogno di speranza. Di sentirsi dire che non sono tutti uguali, perché il mantra del “tanto sono tutti uguali” è la cosa più falsa e cattiva e distruttiva che i cittadini elettori possano sentirsi raccontare.

Ma affinché dei “sindaci pescatori” e dei “consiglieri pescatori” possano politicamente nascere o venire riconfermati nella nostra Tuscia c’è bisogno di “cittadini pescatori”. Che cosa sono? Semplice, sono l’opposto dei “cittadini mercenari”, che il più delle volte altro non sono che “cittadini cretini”.

E chi sono i “cittadini cretini”? Vi racconto un incontro che mi è capitato giusto ieri notte. Un ragazzo della mia età, conoscendo il mio lavoro, mi ha incontrato e deciso di parlare con me di politica e delle amministrative. Mi ha raccontato che l’altro giorno è capitato nella piazza del paese ed è stato avvicinato da tanti candidati, di diverse liste, che si sono presentati a lui con sorrisi grandi e ruffiani, pacche sulle spalle e un pacchetto di saluti per papà e mamma. “E’ gente – mi ha raccontato – che normalmente neanche mi rivolge la parola. Che fa anche finta che non esisto”.

Poi il ragazzo in questione mi ha domandato chi, secondo me, fosse giusto votare nel suo paese. Prima di chiedermelo però mi ha spiegato l’identikit che cercava: “Vorrei votare chi può darmi un posto di lavoro”. Quando mi ha detto questa cosa, l’ho guardato e sono andato dritto: “Se cerchi qualcuno che possa darti un posto di lavoro sei uno stupido. Non può dartelo nessuno”.

E pensare che probabilmente ancora oggi le votazioni possano essere dopate dagli “elettori mercenari”, che altro non sono che illusi, è francamente incredibile. Mia nonna, che su queste cose aveva l’occhio lungo, li chiamerebbe “credenzoni”. Ossia gente che crede alle false promesse strumentali di chi ottenuto il risultato non farà niente, per il semplice fatto che non può fare niente.

Avrei voluto dire a quel ragazzo che se vuole un posto di lavoro deve votare un “sindaco pescatore” o un “consigliere pescatore”. Gente che con la buona amministrazione è in grado di determinare sviluppo e crescita economica sana, e quindi posti di lavoro sul mercato, nel territorio. La scelta da fare al momento del voto è essenzialmente questa. Niente di più semplice. Buon voto.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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