Le due rappresentazioni del Coronavirus, ecco perché c'è ancora gente in strada. L'importanza di seguire la via di Wuhan
wuhan
Fisioterapy Center 800x120
EDITORIALE -Stupidi e intelligenti? Troppo banale. Deve esserci un altro motivo e molto probabilmente va ricercato nella rappresentazione che è stata fatta, in questi mesi, del coronavirus. Provate a pensarci.

EDITORIALE – Inutile fare gli sceriffi, non serve a nulla. Che in giro ci siano troppe persone anche nella Tuscia è sotto gli occhi di tutti. 

Tanti gli sportivi dell’ultima ora, i “pisciatori” professionisti di cane e i “frazionatori” di spesa. Stare in casa non piace a nessuno, ovvio. Specie se non lo fai per scelta ma perché condizionato. 

Eppure tanti ci stanno, fortunatamente la maggioranza. Stupidi e intelligenti? Troppo banale. Deve esserci un altro motivo e molto probabilmente va ricercato nella rappresentazione che è stata fatta, in questi mesi, del coronavirus. Provate a pensarci.

E’ stato rappresentato sempre alla stessa maniera? Chiaramente no. Tanto che da qualche giorno anche il termine coronavirus tende a essere soppiantato da un più scientifico Covid-19. C’è stato un cambio di narrazione e, dal punto di vista della comunicazione, possiamo nettamente individuare due momenti. 

Il coronavirus fino al 9 marzo e dal discorso di Conte che ha fatto dell’Italia una zona rossa il Covid-19. La prima rappresentazione era quella degli aperitivi contro la paura. Gli stessi aperitivi che a Milano, terra di brindisi per eccellenza, hanno fregato anche il presidente Nicola Zingaretti. Chiuso in casa perché positivo al virus. Dentro quella narrazione il virus uccideva solo chi stava male, con più di tre patologie. Non faceva niente ai giovani, i più erano asintomatici. Per i bambini non c’era pericolo. E quindi giù con la retorica: “Milano non si ferma”, etc. “Non avere paura del coronavirus” era la chiave di tutta la lettura che tutti abbiamo fatto. Guardando distrattamente Wuhan non abbiamo capito niente di cosa era accaduto in Cina. Non abbiamo capito che quel mostro che stava bussando alle nostre porte era lo stesso o forse ce lo siamo voluti nascondere perché consapevoli che si sarebbe scagliato ferocemente sulla nostra economia. Per difendere l’economia abbiamo cercato di non avere paura. Poi quando abbiamo iniziato a contare i morti ci siamo resi conto che la tecnica dello struzzo non poteva funzionare.

Quindi il discorso di Conte della notte del 9 marzo e l’Italia diventata tutta zona rossa. Qui cambia la narrazione. Il Covid-19 è terribile. Uccide anche i giovani, li fa intubare nelle rianimazioni del nord. Ci spinge a sanificare le strade, a uscire solo se necessario di casa e in mascherina e guanti. La seconda versione della realtà entra nelle case ma trova diverse menti ancora occupate dalla prima e questo genera il cortocircuito.

Tutto questo per dire che la gente che esce come se niente fosse o qualcosa di simile non è pazza, incosciente, superficiale. E’ più semplicemente intossicata dalla prima rappresentazione del Coronavirus. Rappresentazione andata avanti per giorni in maniera capillare e funzionale al “non avere paura”. Per questo non hanno paura ed escono. L’aumento dei casi, dei morti imporrà la nuova rappresentazione a tutti. Perché è quella reale e tutti saremo chiamati a fare i conti con la realtà. Il problema è che le uscite facilitano i contagi e quindi avremo più casi a causa di questa doppia narrazione. E più casi significa più morti, più danni, più rischio per tutti e l’allungarsi del tunnel anche per la nostra economia. 

Guardare a Wuhan è l’unica cosa sensata da fare. A quella Wuhan che si è chiusa nelle case, anche quando queste erano monolocali da trenta metri. Che ha capito che quando si era costretti a uscire bisognava farlo con guanti e mascherine, che le strade andavano sanificate. Che è arrivata anche a dare disposizioni su come prepararsi a ricevere un pacco dal corriere (l’ambasciata cinese in Italia l’ha postato sui propri social a uso e consumo degli italiani in queste ore) e sulle suole delle scarpe da igienizzare. Esagerazioni? Fatele, non fate entrare il virus nelle vostre case. Non date retta a nessuno di quelli che dice cose diverse da quelle che Wuhan ci ha insegnato. Perché la strada di Wuhan è quella per uscire da questa piaga. 

 

 

800 Confartigianato
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 02
lafune_300 x 600
domenicale post
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Onda