LB Calzature, la storia di un negozio di provincia che resiste e sorride al futuro
Calzature LB
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SUTRI - C'è un pezzo di Tuscia che ogni giorno si sveglia e custodisce un mondo unico fatto di piccole dimensioni, contatto umano, consigli, prodotti che durano nel tempo. E' coraggioso, capace, per certi versi romantico e soprattutto parecchio umano. 

SUTRI – C’è un pezzo di Tuscia che ogni giorno si sveglia e custodisce un mondo unico fatto di piccole dimensioni, contatto umano, consigli, prodotti che durano nel tempo. E’ coraggioso, capace, per certi versi romantico e soprattutto parecchio umano. 

A Sutri puoi incontrarlo varcando la porta di Calzature LB. Un micromondo che vive nel paese e che contribuisce a tenere in vita il paese, esattamente come funziona nei microsistemi. 

Il coraggio è quello di Luigi, che di mattina fa anche l’ambulante. La cura e la pazienza è quella di Angela, sua moglie e addetta al negozio. Sono aperti sette giorni su sette. “Per dare il massimo servizio a tutti i paesi, ai turisti e ai pellegrini di passaggio nel nostro paese”. Spiega Angela. 

“Siamo un piccolo negozio di calzature che si trova a Sutri. In realtà più che un negozio mi verrebbe da dire che siamo una missione: quella di conservare il bello e il buono del nostro made in Italy, con marchi che ancora preservano il design e materiale nostro”.

Il negozio si trova appunto in centro. Presenta uno stile antico, con travi in legno e pavimento in cotto. Dentro c’è di tutto: stivaletti, sneacher, scarpe da ginnastica, spantofole aperte chiuse moppine …

“Abbiamo passato la pandemia, però negli ultimi anni siamo sempre più “attaccati” dai centri commerciali. Teniamo duro perché crediamo ancora nel commercio a tu per tu con i nostri clienti affezionati, che passano in negozio anche solo per dare uno sguardo e fare due chiacchiere come dico io. È difficile però, abbiamo momenti di sconforto ma ci incoraggiano anche i clienti che ci incontrano per strada e ci fanno i complimenti per il consiglio nell’acquisto – continua Angela -.

Abbiamo persone che lavorano con noi: i nostri rappresentanti, i nostri professionisti. Anche a loro dobbiamo pensare. Per ogni attività che rischia la chiusura c’è una luce spenta in un borgo e la perdita del commercio italiano”. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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