Lavoro, la vera sfida dell'amministrazione Michelini
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Lavoro, lavoro, lavoro. Nei bar, nelle piazze e nelle case dei viterbesi è questo il chiodo fisso. La crisi economica ha messo in ginocchio molte famiglie e l'unica politica credibile è diventata quella capace di dare risposte su questo tasto.
Leonardo Michelini

Il grande tema dell’agenda politica viterbese è quello del lavoro, crinale scivoloso e complesso da scalare. Per Leonardo Michelini, professione imprenditore, una vera e propria scommessa con se stesso. L’amministrazione sembra essersi messa in moto, dopo una decina di mesi di rodaggio.

 

Centro storico, cultura e termalismo, queste le tre tigri da cavalcare per raggiungere l’obiettivo. Se l’amministrazione attuale riuscirà o meno nell’impresa è tutto da verificare. Alvaro Ricci e Tonino Delli Iaconi hanno in mano le chiavi dei principali cantieri in grado di tirare fuori posti di lavoro. Su queste tre corsie si gioca la scommessa di Palazzo dei Priori. Da questi assessorati passa la possibilità di farcela o meno. C’è da augurarsi poteri di “resurrezione” dei due. Il primo dovrà far risorgere la città dentro le mura e trasformarla, come lui ama dire, in una sorta di “city”. Bene su questo fronte la decisione di riportare gli uffici in centro e di verificare la possibilità di sgravi fiscali per negozianti, professionisti e residenti che cercheranno di tornare e/o rimanere dentro le mura. Il secondo è chiamato a ridare respiro al sogno di Viterbo Terme. Domattina vi daremo una notizia interessante proprio sul termalismo. Inoltre ha in mano la cultura.

 

Non siamo in condizione, attualmente, per capire se quanto si sta facendo sia destinato a dare frutto. Occorrerebbe avere la palla di vetro. Sappiamo però che se gli attuali amministratori dovessero fallire la città finirebbe per sprofondare ancora di più su se stessa e perdersi nello spopolamento.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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