Lavoro alla viterbese, una storia di prassi che vale solo per alcuni
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I posti di lavoro vanno sempre difesi? La politica deve impegnarsi per tutelare i lavoratori nei vari passaggi di aziende che hanno a che fare con il Comune e i servizi da questo offerti o no? A Viterbo si va a intermittenza. A volte sì, a volte no.

“E’ sempre accaduto  che la ditta subentrante abbia riassunto i dipendenti che c’erano prima”, questa la frase del consiglio comunale di ieri che ha più attirato la nostra attenzione.

A pronunciarla il consigliere Luigi Maria Buzzi di Fratelli d’Italia. Il contesto è quello del passaggio di consegne dell’appalto mense scolastiche tra due aziende. Passaggio di consegne che ha lasciato fuori al momento una decina di lavoratori. La frase di Buzzi è ragionevole, ed è stata condivisa un po’ in generale. Ma nella storia del Comune di Viterbo è realmente sempre accaduto che le ditte subentranti hanno assunto il personale?

Ci viene in mente l’assurda storia di un paio di lavoratori delle strisce. Assunti da Francigena furono trasferiti, in seguito alla decisione di esternalizzare il servizio, alla ditta subentrante. Poi la ditta è in qualche modo saltata, i lavoratori sono finiti in mezzo alla strada e ora sono a spasso. Disoccupati, con mogli e figli. Nessuno si è più interessato di loro, eppure le strisce continuano a essere fatte. Ragionamento similare sui parcheggi. Da una cooperativa a Francigena e lavoratoti in mezzo alla strada. Con tanto di epopee legali, non ancora chiuse.

E’ dunque “sempre accaduto che la ditta subentrante abbia riassunto i dipendenti che c’erano prima”?. Forse nella storia delle mense sì, in generale non ci pare. Forse funziona così il mercato del lavoro viterbese, un po’ a intermittenza. Forse funziona così la politica viterbese: a volte si fa carico delle situazioni e a volte se ne lava le mani.

Non proprio una buona ricetta. 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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