Lavoratori Francigena lasciati senza stipendi a un mese dal Natale, i sindacati insorgono: "Mai accaduto un fatto del genere"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "Francigena s.r.l., semplicemente, non ha pagato le retribuzioni ai suoi dipendenti senza ritenere dovuto, o anche soltanto opportuno, motivare la sua condotta. La gravità della situazione è evidente e le sigle sindacali sono fermamente determinate ad intraprendere ogni azione necessaria alla tutela dei diritti dei lavoratori", così i sindacati.

VITERBO – Dipendenti Francigena lasciati senza stipendio. Le sigle sindacali insorgono. RSU Uil Trasporti RSU Faisa-Cisal, nelle persone dei rappresentanti Renato Cerocchi e Luca Fonti, rendono pubblica la situazione con una lettera aperta di disappunto.

“Ora basta – scrivono – le sigle sindacali Uiltrasporti e Faisa-Cisal non ci stanno a questo gioco al massacro dove a
rimetterci sono sempre i lavoratori. E’ dal 1976 che il Comune di Viterbo provvede al servizio di trasporto pubblico locale attraverso una gestione diretta comunale prima, con il Servizio Autotrasporti Urbani Viterbo (S.AU.V.), e dal 2003 con la soc. Francigena srl e un fatto così grave non era mai accaduto.

Oggi, contrariamente a quanto avviene il giorno 27 di ogni mese, i 71 dipendenti della Francigena non hanno ricevuto la busta paga né hanno trovato sui loro conti bancari l’accredito dello stipendio. Perché? Nessuno dei lavoratori è in grado di dare una risposta, visto che la società datrice di lavoro non ha in alcun modo preavvisato né giustificato il grave inadempimento posto in essere, non ha convocato i rappresentanti sindacali per fornire ai lavoratori le informazioni normativamente dovute, né ha trasmesso alcuna comunicazione in merito.

Francigena s.r.l., semplicemente, non ha pagato le retribuzioni ai suoi dipendenti senza ritenere dovuto, o anche soltanto opportuno, motivare la sua condotta. La gravità della situazione è evidente e le sigle sindacali sono fermamente determinate ad intraprendere ogni azione necessaria alla tutela dei diritti dei lavoratori”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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