
VITERBO – Il Natale è un esperimento psichico. Ci si ritrova alla stessa tavola, mettendo insieme teste e cuori diversi, storie partite magari dallo stesso punto ma sbarcate su lidi differenti, attraversando mari di ogni tipo: da quelli in burrasca a quelli placidi, passando per acque ventose. Diversità, complessità, tenute insieme da una festa.
Gli adulti magari non comprendono più la potenza di questi incontri. Magari eviterebbero, magari vorrebbero ridurre al minimo, oppure ancora puntano ad alzare un po’ il gomito sul gin per anestetizzare gli effetti collaterali. Non del gin ovviamente ma delle frequentazioni.
I bambini vedono, percepiscono chiaramente, questo incontro di diversità. Imparano. Forse per questo sono quelli che di più sentono il Natale, acquisendo e vivendo ricordi che rimarranno importanti per tutta la vita. Così come lo è stato per quelli che oggi hanno più chili, più capelli bianchi, più anni.
Stare nella complessità è il dono del Natale. Scegliere di starci. Viverla. Attraversarla. Coglierla come occasione. Con questa riflessione vogliamo augurare ai lettori de La Fune i migliori auguri di buone feste.


















