L'augurio di mangiare un panettone di complessità
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Stare nella complessità è il dono del Natale. Scegliere di starci. Viverla. Attraversarla. Coglierla come occasione. Con questa riflessione vogliamo augurare ai lettori de La Fune i migliori auguri di buone feste. 

VITERBO – Il Natale è un esperimento psichico. Ci si ritrova alla stessa tavola, mettendo insieme teste e cuori diversi, storie partite magari dallo stesso punto ma sbarcate su lidi differenti, attraversando mari di ogni tipo: da quelli in burrasca a quelli placidi, passando per acque ventose. Diversità, complessità, tenute insieme da una festa.

Gli adulti magari non comprendono più la potenza di questi incontri. Magari eviterebbero, magari vorrebbero ridurre al minimo, oppure ancora puntano ad alzare un po’ il gomito sul gin per anestetizzare gli effetti collaterali. Non del gin ovviamente ma delle frequentazioni.

I bambini vedono, percepiscono chiaramente, questo incontro di diversità. Imparano. Forse per questo sono quelli che di più sentono il Natale, acquisendo e vivendo ricordi che rimarranno importanti per tutta la vita. Così come lo è stato per quelli che oggi hanno più chili, più capelli bianchi, più anni.

Stare nella complessità è il dono del Natale. Scegliere di starci. Viverla. Attraversarla. Coglierla come occasione. Con questa riflessione vogliamo augurare ai lettori de La Fune i migliori auguri di buone feste.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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