L'assessore Angiani dà i numeri del Comune di Viterbo
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Un bilancio, quello raccontato da Angiani, che chiude per il 2024 con un avanzo di amministrazione di quasi 110 milioni di euro. In realtà però "il malloppo" realmente spendibile è di 4 milioni e 377mila euro.

VITERBO – L’assessore Elena Angiani dà i numeri del Comune di Viterbo in seconda commissione Bilancio.

Ha infatti illustrato, nelle scorse ore, il rendiconto dell’esercizio finanziario 2024. Si tratta di un documento tecnico-contabile che serve a fotografare la situazione dei conti dell’ente. Nei prossimi giorni dovrà essere approvato in consiglio comunale. 

Un bilancio, quello raccontato da Angiani, che chiude per il 2024 con un avanzo di amministrazione di quasi 110 milioni di euro. In realtà però “il malloppo” realmente spendibile è di 4 milioni e 377mila euro. Tutto il resto è fatto da cifre bloccate: 68,6 milioni sono accantonati, 35,1 milioni vincolati e 1,4 milioni di euro sono destinati a investimenti. 

“Una situazione che migliora – ha detto Angiani – sebbene rimangano importanti problemi di riscossione. La capacità di riscossione si attesta attorno al 40%”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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