L'ardua partita della chiusura del centro storico
roberto
Gli Stati Generali La Fune
Per l'attuale amministrazione di Palazzo dei Priori agire sul centro storico per chiuderlo è un po' come giocare all'Allegro chirurgo. Servono coraggio, fantasia e idee chiare.

Leonardo Michelini & Co. hanno davanti a sé uno dei passaggi più difficili nel destino di questa amministrazione: la chiusura del centro storico. Tante lobby – i commercianti, i residenti, i fautori della città sgombera dalle auto – da mettere in quadra. Intanto si stanno costituendo comitati ad hoc, pronti al dialogo ma anche alla lotta.

 

La chiusura del centro storico di Viterbo è una vera e propria rivoluzione copernicana. E’ necessario scardinare stili di vita, abitudini radicate e radicali e in alcuni casi anche una certa voglia di fare come si vuole in ogni caso. Compreso il parcheggiare sotto le fontane, a piazza San Pellegrino e tutta una serie di “stilose” acrobazie varie.

 

Ora, ha sicuramente ragione l’ex sindaco Marini quando dice che per chiudere il centro e disegnare una nuova città servono i soldi. Necessario investire in strutture per il parcheggio e potenziamento del trasporto pubblico locale. Essendo i soldi a disposizione per i Comuni in generale sempre meno è necessario che la squadra di Michelini dovrà sopperire a questa carenza con l’utilizzo di maggiore precisione, intuizione e creatività. Soprattutto non servirà avere paura, perché questa partita di scontenti dovrà farne per forza.

 

Rimarranno scontenti i viterbesi a cui non si permetterà più di parcheggiare sotto casa. I negozianti a cui non si faranno arrivare le auto dei clienti a un metro dal negozio e i cittadini radicali che magari si aspettano una chiusura oltranzista del centro. Fantasia e coraggio, queste sono le due armi magiche per chiudere il cerchio. Buon lavoro.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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