L'anno che verrà, chi è Leonardo Michelini?
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Il 2014 è l'anno della verità. L'amministrazione Michelini è il cambiamento o la stessa musica degli anni passati eseguita da orchestrali diversi? I sei mesi che ci lasciamo alle spalle possono essere "abbonati" come rodaggio. Qualcosa si è mosso ma la città ha bisogno di aria nuova, metodi nuovi e [...]

Il 2014 è l’anno della verità. L’amministrazione Michelini è il cambiamento o la stessa musica degli anni passati eseguita da orchestrali diversi? I sei mesi che ci lasciamo alle spalle possono essere “abbonati” come rodaggio. Qualcosa si è mosso ma la città ha bisogno di aria nuova, metodi nuovi e capacità di coinvolgimento dei corpi vivi.

Michelini sembra ben determinato ma si porta dietro, dal 2013, una serie di difetti di fabbrica a cui vanno trovati correttivi. Serve una riequilibriatura perché la strada da percorrere è tanta, così come i problemi veri che attendono risposte: arsenico nelle acque, rilancio del centro storico, una politica termale vera capace di creare occupazione, più peso in Regione e recupero per Viterbo della funzione di capoluogo.

Insomma c’è da marciare dritti e per farlo spediti vanno eliminate le noie, le ombre e la possibilità di prestare il fianco agli attacchi della minoranza come accaduto nel “bagno di sangue” di fine 2013.

Le scelte che saranno prese nei prossimi mesi ci diranno tutto sulla figura di Leonardo Michelini: un punto di svolta o il continuatore del già visto.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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