Lancia acqua dalla finestra direttamente su Corso Italia

VITERBO - Stando a quanti sono soliti della passeggiata al Corso e alcuni negozianti non si tratterebbe di un episodio isolato e ultimamente la scena si sarebbe ripetuta diverse volte.
VITERBO – Metti un sabato pomeriggio di febbraio, anche con un certo fresco. Aggiungi un grande classico: “le vasche” al Corso e poi addiziona l’impensabile: un qualcuno che all’improvviso getta dalla finestra di uno dei palazzi che affacciano sulla principale via del commercio nel centro storico una bella secchiata d’acqua.
Ad assistere con i propri occhi diverse decine di passanti, piuttosto attoniti. Fortunatamente l’acqua non ha centrato nessuno ma se fosse accaduto sarebbe stata una gran brutta scena. Stando a quanti sono soliti della passeggiata al Corso e alcuni negozianti non si tratterebbe di un episodio isolato e ultimamente la scena si sarebbe ripetuta diverse volte.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















