L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Prima settimana dell'anno e primo alfabeto del 2017. Con ancora molto delle feste da smaltire e qualche bella notizia che arriva da Acquapendente. Per il resto attesa del freddo e di belle notizie.

A di “anno domini 2017”. Speriamo che il numero non porti male e che sia davvero un anno di innovazione e cambiamento. A partire dalla politica, che è centrale per i destini di ogni territorio. E che le cose vecchie e non più funzionali, ammesso che lo siano mai state, vengano davvero buttate dalla finestra.

A2 come “Acquapendente” ma anche di “Andrea Alessi”. Una tripla A per il lavoro svolto sul Museo Civico, che ha conquistato anche l’attenzione de La Repubblica.

B come “Befana”. La migliore della Tuscia rimane sempre quella 115. Anche perché è un regalo di chi ogni giorno rischia la vita per la sicurezza di tutti.

B2 di “Bagnaccio”. Speriamo che il buon lavoro fatto in questi anni sul sito termale non vada perso e che anche diventi modello per altre aree termali viterbesi.

C di “Caffeina Christmas Village”. Un successo di pubblico che al confronto il festival estivo è poca cosa. Per la prima volta la città di Viterbo ha anche avuto un Capodanno in piazza dignitoso e in tanti hanno deciso di rimanere in centro ad attendere la mezzanotte. L’iniziativa è sicuramente protagonista del mese.

F come “freddo”. Si entra nell’inverno vero anche nella Tuscia. In questi giorni abbiamo avuto soltanto un assaggio.

P di “Poggino”. In questo 2017 ne sentiremo molto parlare.

S come “saldi”. Sono cominciati, croce e delizia di molti.

T come “telecamere”. Finalmente saranno istallate nel centro storico, per scongiurare atti di teppismo e delinquenza da strada.

V di “Vulci”. Sarà un grande anno per l’omonima Fondazione e il Parco archeologico. Sul litorale sta nascendo quello che diventerà un polo d’attrazione turistica importante…

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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