L'alfabeto de La Fune - La top ten
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VITERBO - Una settimana prenatalizia con marosi importanti a Palazzo dei Priori, con un focus particolare sullo stato di salute del servizio di trasporto pubblico locale e tanto altro.

A di “Arenati”, questa settimana è saltato il consiglio comunale. La maggioranza non aveva i numeri per reggerlo. Eppure i consiglieri di Fratelli d’Italia erano dentro al Palazzo, ma non sono entrati. Il Michelini bis è servito?

B come “botti di Capodanno”. Arena li vieta a Viterbo.

F di “Francigena”. Ma cosa è successo al servizio di trasporto urbano??? Qualcuno a Palazzo dei Priori lo spieghi, please. Invece di fare finta di niente. E’ offensivo per i cittadini e per la città questo silenzio.

G come “Grande Fratello”. Arrivano altre 14 telecamere nel capoluogo della Tuscia.

L come “Le Ore”. Vedere il viterbese Francesco Facchinetti, cantante del gruppo, abbracciato a Pippo Baudo è stata una bella sensazione. Bella anche la performance sul palco di Sanremo Giovani. Forza!

O di “orologio”. Il viterbese Silvio Merlani ha realizzato tre pezzi unici per i polsi di Umberto Fusco, Enrico Contardo e del vicepremier Matteo Salvini. Nel quadrante spicca Alberto da Giussano, simbolo del Carroccio antico e moderno.

M come “meraviglia”. A Bagnoregio nasce una struttura di riposo dedicata a ospiti provenienti da Germania e Cina. 

P come “Persona dell’anno” de La Fune. Come ormai tradizione nell’ultima settimana dell’anno il nostro quotidiano ha indicato le dieci persone che hanno “segnato”, in diversi modi, il 2018. Ora sui social migliaia di lettori stanno esprimendo le loro preferenze. Servirà per tirare fuori la rosa dei tre finalisti. Forza votate gente!

S di “Spreca, il Palazzo”. In quarta commissione si è discusso degli ultimi sviluppi della vicenda. A Palazzo dei Priori si vuole cercare di recuperare questo pezzo del patrimonio storico-artistico viterbese, perso per una complessa vicenda giudiziaria.

T di “tombola”. A Vignanello la fanno vivente.

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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