
A come “aeroporto”. Armando Siri (Lega) arriva a Viterbo e la Tuscia torna a volare, anche se solo il tempo di una dichiarazione.
B di “buchi neri”. In questi giorni abbiamo lanciato l’idea di raccontare su La Fune tutti gli edifici del centro storico (poi allargheremo) che negli anni sono rimasti vuoti e chiusi. Dei veri e propri buchi neri nel cuore della città.
C di “crisi”. Quella di Palazzo dei Priori “non è politica ma partitica”. Della serie: “col cavolo che vogliamo andare a casa”.
F1 di “Flixbus”. E’ stata la settimana in cui tanti viterbesi hanno iniziato ad accarezzare l’idea che il colosso del trasporto su gomma possa fare tappa anche nella città dei papi. Sarebbe la prima “via” di trasporto a passare per il capoluogo senza scomunica, autostrada e ferrovia non ce l’hanno fatta.
F2 come “foto della settimana”. Quella del carro funebre davanti allo sportello del McDrive di Orte spopola sul web.
M come “Macchina di Santa Rosa”. La vedremo di nuovo a San Sisto per le feste di Natale, almeno questa sembra essere la direzione. Ma più importante del fatto in sé è il dibattito che torna ad aprirsi sul Museo delle Macchine. In questo senso l’intervento di Raffaele Ascenzi che propone la realizzazione di una teca fissa traccia una prospettiva che riteniamo lungimirante.
P come Palazzo Spreca. Abbiamo aperto la settimana con un tema caldo, esploso nella precedente. L’abbiamo fatto pubblicando un intervento di Andrea Alessi, che era stato curatore della mostra Sacro e Profano che conteneva anche le quattordici virtù profane. Lo stesso ci rivela che già qualche anno fa erano state stimate di valore superiore al milione di euro. Ecco cosa sta perdendo Viterbo.
R di “Rosso Istria”. Il film è stato proiettato solo al Trento, solo per un giorno. A spingere l’iniziativa CasaPound. Il tema delle foibe continua a rimanere indigesto e terreno di scontro politico, così che la proiezione del film è stata tutt’altro che tranquilla. Vi confidiamo una cosa, anche La Fune ha ricevuto frecciatine al veleno e qualche “pressione” bonaria di critica per aver pubblicato il comunicato di CasaPound. E c’è ancora chi punta a sostenere che la “questione foibe” è stata ingigantita.
T come “Tortora Enzo”. Da Portobello a una via o piazza intitolata a Viterbo, preferibilmente zona Tribunale. Per ricordare un caso di malagiustizia passato alla storia.
Z di “Zinga” che è sempre meno Mazinga alla Pisana. Traballa forte, tanto che si allarga la platea di chi già lo vede a terra. Il 13 dovrebbe essere il giorno buono per mettere al voto la mozione di sfiducia, attesa per il “momento verità”.


















